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Afghanistan: ordigni artigianali, formati 20 istruttori tra le forze di sicurezza

AFGHANISTAN

HERAT, 4 AGOSTO – Gli ordigni artigianali continuano ad essere uno dei principali pericoli in Afghanistan con centinaia di vittime, e gli specialisti italiani della cellula Counter-Improvised Explosive Device (C-IED) insieme agli advisor del Train Advise Assist Command West (TAAC-W) di Herat continuano a loro volta a impegnarsi nella lotta a questi esplosivi subdoli.

Con questo obiettivo è stato pianificato e condotto il primo dei cinque corsi finalizzati alla lotta agli ordigni esplosivi improvvisati, programmati per l’anno in corso in favore di personale proveniente da tutte le forze di sicurezza afgane, da operatori delle forze speciali locali e membri del laboratorio forense di Herat, competente nell’estrazione di prove legali dagli IED.           

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A lezione

                                          

Il corso, svolto da personale specializzato dell’Esercito Italiano e dell’Arma dei Carabinieri è del tipo T3 (Train The Trainers), mirato cioè alla formazione degli istruttori afgani che andranno a formare gli operatori base di Counter-IED e dal quale saranno selezionati i team impiegati presso  i reparti delle forze di sicurezza locali contro la grave minaccia degli ordigni improvvisati. L’attività di addestramento e consulenza nei confronti delle Forze di Difesa e Sicurezza afgane attraverso il principio del ‘train the trainers’, ha il duplice scopo di creare nuove capacità specialistiche e di rendere le forze di sicurezza afgane sempre più autonome nella fase formativa.

Il corso si è svolto presso le strutture didattiche di Camp Arena, dove gli specialisti italiani hanno riprodotto – grazie alla loro esperienza nella lotta agli ordigni improvvisati – una striscia addestrativa molto realistica nella quale condurre gli allievi alla ricerca e alla bonifica di ordigni improvvisati tipici della minaccia terroristica in  Afghanistan, aggiornando inoltre i partecipanti sulle tecniche, tattiche e procedure per prevenire e combattere la minaccia degli IED. Al termine della fase di apprendimento, culminata con un’esercitazione pratica di ricerca e messa in sicurezza di un’area a seguito di un ritrovamento, gli specialisti italiani hanno valutato le capacità di insegnamento dei futuri istruttori afgani, certificandone le abilità dimostrate. Gli ordigni improvvisati rappresentano in Afghanistan una delle peggiori minacce sia per le forze di sicurezza che per la popolazione locale, coinvolta in maniera indiscriminata durante i normali spostamenti sugli itinerari che collegano le città e i villaggi del paese.

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Un volantino di avvertimento

Nel solo mese di luglio, gli oltre 120 incidenti IED registrati nella sola regione occidentale, hanno causato numerose vittime tra la popolazione civile molte delle quali, circa il 20%, erano bambini; tuttavia la lotta agli ordigni improvvisati, diventata ormai sistemica nella regione di Herat, ha portato nello stesso periodo di riferimento al ritrovamento, alla bonifica ed allo studio di altrettanti ordigni, evitando che potessero nuocere alla comunità. Un impatto molto positivo alla lotta agli IED viene dalla prevenzione, basata principalmente sulle campagne informative condotte presso le scuole delle città occidentali e nei villaggi dell’area rurale. In quest’ottica, gli advisor italiani hanno supportato le forze di sicurezza afgane sia formando team qualificati che potessero svolgere le attività informative negli istituti, sia producendo volantini grafici sugli ordigni da distribuire alla parte di popolazione analfabeta. Entro il prossimo mese sarà realizzato dalla Brigata alpina Taurinense, attualmente alla guida del TAAC-W, un corso formativo C-IED dedicato esclusivamente alle agenti della polizia locale, le quali saranno protagoniste di una campagna informativa sulla prevenzione della minaccia degli ordigni improvvisati e inesplosi, mirata alle donne dei villaggi della regione.

(@novellatop, 4 agosto 2017)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts

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