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Guterres, l’inchiesta sui reati in Siria continuerà anche senza la Del Ponte

NEW YORK, 7 AGOSTO- La Commissione d’inchiesta sulla Siria continuerà a lavorare anche dopo le dimissioni per protesta di Carla Del Ponte. Lo ha detto il portavoce dell’Onu, Stephane Dujarrich, riferendo del “rammarico” con cui il segretario generale Antonio Guterres ha accolto la decisione del magistrato svizzero, divenuta celebre per i processi internazionali sui crimini di guerra commessi nel Ruanda e nell’ex-Jugoslavia.

Carla Del Ponte

Guterres ha fatto sapere di essere grato per “l’importante contributo” della Del Ponte alla Commissione sulla Siria, oltre che per il suo infaticabile impegno per la giustizia. “E’ essenziale”, secondo il segretario generale delll’Onu, “determinare le responsabilità di quel che accade in Siria”: di qui il suo sostegno al proseguimento dell’attività di inchiesta avviata a Ginevra nel 2011, sotto gli auspici del Consiglio dei diritti umani. La Commissione continuerà a operare con i due membri rimasti, il presidente portoghese Paulo Sergio Pinheiro e l’americana Karen AbuZayd.

Del Ponte, 70 anni, ha annunciato la sua decisione durante il week-end e le dimissioni saranno ufficializzate nella riunione di settembre della Commissione d’inchiesta. “Non voglio diventare un alibi per l’immobilismo del Consiglio di sicurezza”, ha spiegato in varie interviste, esprimendo la sua frustrazione. Nel 2014, infatti, per il veto della Russia e della Cina non è stato possibile dare il mandato alla Corte penale internazionale di avviare un’azione per le atrocità commesse in Siria, dove in sei anni di guerra sono morte 300mila persone e altri milioni di civili sono state trasformati in rifugiati. Anche in seguito il Consiglio non ha mostrato alcuna intenzione di individuare i responsabili e di deferirli a un tribunale, mentre la situazione del paese, secondo la Del Ponte, “è ben più grave di quella del Ruanda e della ex-Jugoslavia”.

Al di là della Commissione ginevrina, sulle violazioni del diritto internazionale in Siria, ed eventualmente su crimini di guerra e contro l’umanità, indagherà anche un comitato ad hoc, creato nel dicembre scorso dall’Assemblea generale dell’Onu (dove nessun paese ha diritto di veto), che è guidato dal magistrato francese Catherine Marchi-Uhel.

 

AZ, 7-8-2017

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Arturo Zampaglione è stato per quasi venti anni corrispondente da New York del quotidiano La Repubblica, per il quale continua a collaborare. Ha studiato a Roma e a Boston, dove ha preso un Master in affari internazionale alla Fletcher School of Law and Diplomacy. Nel 2003-2004 ha insegnato giornalismo internazionale alla New York University. Ha curato la pubblicazione del libro-intervista “La mutazione antiegualitaria” (Editori Laterza).

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About Arturo Zampaglione

Arturo Zampaglione è stato per quasi venti anni corrispondente da New York del quotidiano La Repubblica, per il quale continua a collaborare. Ha studiato a Roma e a Boston, dove ha preso un Master in affari internazionale alla Fletcher School of Law and Diplomacy. Nel 2003-2004 ha insegnato giornalismo internazionale alla New York University. Ha curato la pubblicazione del libro-intervista “La mutazione antiegualitaria” (Editori Laterza). Contact: Website | More Posts