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Unicef, in Nigeria aumenta l’utilizzo di bambini come bombe umane. Molte le bimbe

Nigeria

ROMA, 24 AGOSTO – Grande preoccupazione per l’agghiacciante aumento del crudele e calcolato utilizzo di bambini, soprattutto di ragazze, come ”bombe umane”  per attentati nel nord-est della Nigeria, è stata espressa dall’Unicef con un comunicato nel quale si ricorda che negli ultimi anni, i bambini sono stati ripetutamente usati in questo modo e fino ad ora quest’anno il loro numero è già quattro volte maggiore rispetto al totale dell’anno precedente.

Dal 1 gennaio 2017, sono stati usati 83 bambini come bombe umane: 55 ragazze, il più delle volte sotto i 15 anni, e 27 ragazzi, fra cui un bambino che è stato legato a una ragazza.  Il gruppo armato comunemente noto come Boko Haram ha talvolta, ma non sempre, rivendicato la responsabilità di questi attacchi, che colpiscono la popolazione civile.

boko haram

Armati di Boko Haram

L’utilizzo di bambini in questi attacchi ha un ulteriore impatto: crea sospetti e paure nei confronti di quelli che sono stati rilasciati, salvati o fuggiti da Boko Haram. Come risultato, molti bambini che sono riusciti a scappare dalla prigionia devono affrontare un rifiuto nel momento in cui cercano di reintegrarsi nelle loro comunità, aggravando le loro sofferenze. Tutto ciò sta avvenendo in un contesto di sfollamenti di massa e di una crisi di malnutrizione, che rappresenta, come ricorda l’Unicef,  una combinazione letale per i bambini. Ci sono 1,7 milioni di sfollati a causa dell’insurrezione nel nord-est del paese, l’85% dei quali nello Stato del Borno, dove è avvenuta la maggior parte di questi attacchi.

Nigeria

Sfollati

Il nord-est della Nigeria è uno fra i quattro paesi e regioni su cui grava la minaccia della carestia: quest’anno raggiungono i 450.000 i bambini a rischio di malnutrizione acuta grave. L’UNICEF sta offrendo supporto psico-sociale per i bambini che sono stati prigionieri di Boko Haram e sta inoltre lavorando con le famiglie e le comunità per favorire che i bambini vengano accettati al loro ritorno. Questo lavoro include un supporto per il reinserimento sociale ed economico ai bambini e alle loro famiglie.

L’UNICEF supporta inoltre delle attività di riconciliazione nel nord-est della Nigeria, portate avanti da leader comunitari e religiosi riconosciuti e rispettati – fra cui donne influenti – per aiutare a promuovere la tolleranza, l’accoglienza e il reinserimento.

(@novellatop, 24 agosto 2017)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts