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Migranti e Libia: a Parigi vertice paesi europei e Serraj, forse ora sostegno all’Italia

Libia PHOTO / Marco BERTORELLO

PARIGI, 28 AGOSTO – A Parigi si svolge oggi un vertice sui migranti e sulla Libia, al termine del quale, secondo indiscrezioni, dovrebbe prevalere la linea scelta dall’Italia che ha portato nelle ultime settimane alla riduzione degli sbarchi. Sul documento finale del vertice tra Italia, Spagna, Francia e Germania, con l’Alto rappresentante per la politica estera Europea, i punti focali saranno il sostegno all’Italia, la creazione di centri di accoglienza modello hotspot in Libia, un aiuto finanziario a Tripoli e il rispetto dei diritti umani. Insieme con il premier libico Fayez al Serraj, Germania, Francia, Spagna e Alto rappresentante Ue dovrebbero accogliere con favore le misure prese dall’Italia nel rispetto del diritto internazionale, definendo il codice di condotta sui salvataggi in mare ”un passo positivo per migliorare coordinamento ed efficacia dei salvataggi”. Le Ong che operano in zona saranno invitate di firmare il codice e rispettarlo e inoltre Berlino, Parigi e Madrid continueranno a sostenere l’Italia in particolare intensificando i ricollocamenti e fornendo il personale necessario a Frontex e all’Ufficio europeo che si occupa di asilo.

Libia

Al Serraj e Al Haftar nell’incontro di Parigi di qualche settimana fa

Tra le altre misure che verranno discusse, i centri di accoglienza sul modello “hotspot” da aprire in Libia gestiti dall’Alto commissariato per i rifugiati e dall’Oim, il sostegno economico alla cittadinanza per renderla “indipendente dal traffico di essere umani” e il sostegno agli accordi stretti da Roma con i sindaci di 14 città libiche e con le tribù del sud, sia quelli con il governo guidato da Serraj. Inoltre saranno coinvolti nelle trattative, direttamente al tavolo, Ciad, Niger e Mali come paesi di origine dell’immigrazione.

Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, in un’intervista evoca un piano europeo immediato

Libia

Gentiloni con al Serraj

per la Libia uguale a quello messo in campo per la Turchia: sei miliardi per favorire un accordo tra Bengasi e Tripoli e chiudere il Mediterraneo centrale. E poi un investimento di lungo periodo da 50-60 miliardi per tutta l’Africa capace di contrastare le cause piu’ profonde delle migrazioni.. “Non serve a nulla dare spiccioli, qualche decina di milioni: per contrastare le migrazioni dobbiamo varare un grande piano Ue per l’Africa”, ha affermato Tajani forte della pressione che negli ultimi mesi l’aula di Strasburgo ha saputo esercitare su governi e Commissione europea. Con un piano straordinario di aiuti europei alla Libia, Tajani suggerisce che “il generale Haftar potrebbe diventare il capo delle forze armate libiche e il premier Al Serraj potrebbe mantenere la leadership politica. Ma andrebbero coinvolte tutte le tribu’, in particolare quelle del Sud”. “Naturalmente”, ha aggiunto, “parte dei sei miliardi dovrebbero andare anche a Niger e Ciad per chiudere il corridoio libico. Il presidente del Ciad, tra l’altro, mi ha detto che nei prossimi mesi l’Isis potrebbe far entrare in Europa proprio da quella rotta foreign fighters che sta arruolando nel Sahel per fare attentati nel nostro continente. Per questo serve subito un investimento europeo capace di chiudere la rotta e costruire campi in Ciad e Niger sotto l’egida dell’Onu dove accogliere i migranti. Stessa cosa andra’ fatta anche in Libia appena sara’ stabilizzata”. E i diritti umani? “Ovviamente questi soldi dovrebbero finanziare la costruzione di strutture Onu capaci di rispettare i diritti dei migranti, di curarli e di sfamarli”.

(@novellatop, 28/8/2017)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts