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Malaria: dopo caso di Sofia, per Amref va sconfitta e non strumentalizzata

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ROMA, 11 SETTEMBRE – “La malaria non può interessarci solo per secondi fini”: lo afferma, commentando il caso della bambina morta di malaria in Italia, il Direttore di Amref Italia, Guglielmo Micucci,  ribadendo un netto no al collegamento strumentale tra malattie e migrazione. ”Dobbiamo combattere una battaglia mondiale, uniti”, afferma. Malaria

“In questo momento servirebbe silenzio – afferma – perché anche i maggiori esperti scientifici si stanno interrogando: ”Possibile che sia presente in Italia questa zanzara?, possibile che sia avvenuto un contatto tra i bambini all’interno dell’ospedale?” e molto altro. L’Italia è stata dichiarata dall’Organizzazione mondiale della Sanità ‘malaria free’ negli anni ‘70; “quella che appare ai nostri occhi – dichiara Micucci – è una morte di altri tempi per il nostro Paese. orte così non può essere usata per rafforzare la tesi dello straniero invasore, cattivo e anche untore. In una fase delicata, i titoli di quotidiani non possono avvelenare i pozzi. Manipolare l’informazione genera odio e razzismo. Noi, organizzazione sanitaria, ma prima di tutto di diritti umani ci affidiamo a chi presto possa darci delle risposte scientifiche, nel caso di Sofia e ci appelliamo alla comunità internazionale affinché si faccia presto nel cammino verso un vaccino”. Un vaccino antimalaria sarà testato su ampia scala tra il 2018 e il 2020. A beneficiarne saranno Kenya, Ghana e Malawi. 

“Mentre commentiamo e domandiamo verità su questo caso – continua il Direttore di Amref Italia – chiediamo anche di non usare la morte di Sofia per altri scopi, innescando una relazione inesistente e dannosa tra migrazione e malattie. Se la triste morte di Sofia può dirci altro – nella disperazione di trovare uno spiraglio di luce nel dramma – ci aiuti a squarciare un velo sulle morti di tutti i giorni per malaria. Se quella di Sofia è una morte di altri tempi, quella dei bambini del resto del mondo, e soprattutto africani, è una battaglia che richiede unità e globalità. La malaria non può interessarci solo oggi. La malaria non può interessarci solo per secondi fini.  La malaria deve interessarci per mettere fine a una strage quotidiana”. Malaria

Githinji Gitahi, Direttore Generale di Amref Health Africa – organizzazione presente in oltre 30 Paesi, che opera dal 1957 per la salute delle comunità africane – ricorda:  ”Tra il 2010 e il 2015, la sua incidenza è diminuita del 21%  e il numero di morti è diminuito del 29% in tutto il mondo (e del 31% in Africa), secondo la relazione mondiale sulla malaria del 2016. Nonostante questo miglioramento, la malattia continua ad sconvolgere il nostro mondo”.

Per l’Oms l’Africa Subsahariana detiene una quota sproporzionatamente elevata della malaria a livello globale: nel 2015 è stata lo sfondo del 90% dei casi di malaria e del 92% delle morti per malaria al mondo. Nel 2015 la malaria ha ucciso circa 303.000 bambini sotto i 5 anni di età nel mondo – 292.000 nella regione africana . Oggi dichiara: ”Queste statistiche evidenziano le disuguaglianze globali in salute, con l’Africa che porta il peso più grande della malattia. dobbiamo aumentare il supporto alle azioni immediate – le tende che riparano dalle punture nelle ore notturne – circa il 53% della popolazione a rischio nell’Africa subsahariana ha dormito sotto una rete trattata entro il 2015 rispetto al 30% nel 2010 – ma anche rafforzare i sistemi sanitari. I sistemi di diagnosi, cui va aggiunta la ricerca per un vaccino che metta fine a questo stillicidio quotidiano”.

Amref Health Africa invita i governi e i partner dello sviluppo a: sostenere la strategia globale per la lotta alla malaria 2016-2030; investire nella lotta contro la malaria per aumentare l’efficacia degli interventi per fare in modo che il continente proceda verso la copertura universale; investire nella sorveglianza per la resistenza ai farmaci e applicare regolamenti per combatterla; e sostenere la ricerca per lo sviluppo di insetticidi più sicuri.

(@novellatop, 11 settembre  2017)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts