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Migranti: rotta Mediterraneo centrale, UNHCR chiede altri 40 mila posti di reinsediamento

ROMA, 14 SETTEMBRE – L‘UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ha richiesto ulteriori 40.000 posti di reinsediamento da rendere disponibili per i rifugiati che si trovano attualmente in 15 Stati lungo la rotta del Mediterraneo centrale.”Questi 40.000 posti di reinsediamento, che vanno ad integrare gli impegni già presi, saranno cruciali nell’aiutare i rifugiati più vulnerabili lungo la rotta del Mediterraneo centrale. Ovviamente, il reinsediamento può essere solo uno degli elementi di una risposta globale per rafforzare l’accesso alla protezione, le soluzioni per i rifugiati e per mitigare i rischi che questi affrontano nel loro viaggio verso la Libia e l’Europa”, ha spiegato Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati.Profughi

Nel quadro di questi sforzi globali, l’UNHCR ha ospitato il primo incontro del Gruppo di lavoro per rafforzare il reinsediamento e i percorsi complementari lungo la rotta del Mediterraneo centrale, che è stato presieduto dalla Francia.”Un approccio globale è cruciale nel ridurre i movimenti secondari, salvare le vite dei rifugiati ed evitare la creazione di un fattore di attrazione. È essenziale che ogni risposta in termini di reinsediamento copra tutte le sotto-regioni coinvolte in questi flussi, inclusi Corno d’Africa e Africa orientale, occidentale e settentrionale. L’adesione ai criteri di reinsediamento dell’UNHCR che pone enfasi sulla vulnerabilità e sulla necessità di protezione è un’ulteriore chiave”, ha affermato Grandi.”La risposta data finora è stata tutt’altro che adeguata, Quest’anno sono stati reinsediati solo 6.700 rifugiati lungo la rotta verso la Libia. E’ necessario che gli Stati che hanno sottoscritto la Dichiarazione di New York mettano a disposizione un numero sufficiente di posti per il reinsediamento e per altri canali di accesso regolari, in modo tale da poter rispondere adeguatamente ai bisogni annuali di reinsediamento a livello globale”, ha aggiunto.

Nel 2016 l’opportunità per il reinsediamento è stata offerta solo al 6% dei rifugiati nei 15 paesi d’asilo e di transito lungo la rotta del Mediterraneo centrale, a fronte del numero totale di 227.000 rifugiati individuati come maggiormente bisognosi di essere trasferiti lungo questa rotta.I flussi di migranti e rifugiati verso l’Europa continuano a chiedere un prezzo altissimo in termini di perdite di vite umane. Dall’inizio dell’anno, oltre 2.400 persone sono morte o disperse nel tentativo di attraversare il Mediterraneo per raggiungere l’Europa, e a queste si aggiungono i racconti delle violenze subite lungo il viaggio.

Filippo Grandi

Filippo Grandi

I 15 Stati prioritari identificati lungo la rotta del Mediterraneo sono Algeria, Burkina Faso, Camerun, Chad, Gibuti, Egitto, Etiopia, Kenya, Libia, Mali, Mauritania, Marocco, Niger, Sudan e Tunisia.Il ‘Core Group for Enhanced Resettlement and Complementary Pathways along the Central Mediterranean’ include gli Stati di reinsediamento, l’OIM, l’Unione Europea e l’UNHCR.

Frattanto è stato reso noto un nuovo rapporto su minorenni rifugiati e migranti che tentano di raggiungere l’Europa affrontando spaventosi livelli di abuso dei diritti umani: lo studio si chiama “Harrowing Journeys” (Viaggi spaventosi) ed è stato lanciato dall’UNICEF e dalla Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) .
Il 77% di coloro che viaggiano lungo la rotta del Mediterraneo Centrale ha riferito esperienze dirette di abusi, sfruttamento e tratta di esseri umani.
Sebbene tutti i migranti e i rifugiati corrano simili rischi, i bambini e i ragazzi migranti sotto i 25 anni sono molto più esposti allo sfruttamento e alla tratta rispetto agli adulti: quasi +100% per quelli che affrontano la rotta del Mediterraneo Orientale (verso la Grecia) e +13% per quelli che percorrono quella del Mediterraneo Centrale (verso l’Italia).
Il rapporto è basato sulle testimonianze di circa 22.000 migranti e rifugiati, fra cui 11.000 bambini e giovani, raccolte dall’OIM.
 Sebbene tutti i bambini migranti siano esposti a grandi rischi, coloro che provengono dall’Africa sub sahariana hanno probabilità molto maggiori di cadere vittime di sfruttamento e tratta rispetto a coloro che si spostano da altre regioni.

Lungo la rotta del mare Egeo la percentuale di violenze subite da minori africani è pari al 65% rispetto al 15% della media, mentre lungo quella del Mediterraneo centrale (dalla Libia all’Italia)  è dell’83% rispetto a una media del 56%. Il razzismo è probabilmente il principale fattore alla base di questa discrepanza. I bambini e i giovani che viaggiano da soli e coloro che hanno bassi livelli di istruzione sono i soggetti più vulnerabili al rischio di sfruttamento per mano di gruppi criminali durante il viaggio.
Secondo il rapporto, la rotta del Mediterraneo centrale è quella più pericolosa. In media, i giovani pagano tra i 1.000 e i 5.000 dollari per il viaggio e spesso arrivano in Europa già pesantemente gravati da debiti, il che li espone ad ulteriori pericoli.

Un’agenda in 6 punti per la tutela dei minori migranti e rifugiati

migrantiIl rapporto chiede a tutte le parti interessate – Stati di origine, di transito e di destinazione, Unione Africana, Unione Europea, organizzazioni internazionali e nazionali, con il sostegno dei donatori – di dare la priorità a una serie di azioni.
Esse comprendono: stabilire passaggi regolari e sicuri per i minori migranti, rafforzare i servizi di protezione dei minori migranti e rifugiati nei paesi di origine, transito e destinazione; trovare alternative alla detenzione dei minorenni migranti; lavorare al di qua e al di là dei confini nazionali per combattere tratta e sfruttamento, contrastare la xenofobia, il razzismo e le discriminazioni contro tutti i migranti e i rifugiati.
L’UNICEF continua a chiedere ai governi di adottare i Sei Punti d’Azione della sua Agenda per la protezione dei minorenni rifugiati e migranti e garantire il loro benessere:
• Proteggere i bambini rifugiati e migranti, in particolar modo quelli non accompagnati, da sfruttamento e violenza

• Porre fine alla detenzione dei bambini richiedenti lo status di rifugiato o migrante

• Tenere unite le famiglie, come migliore mezzo per proteggere i bambini e dare loro il riconoscimento di uno status legale

• Consentire ai bambini rifugiati e migranti di studiare e dare loro accesso a servizi sanitari e sociali di qualità

• Chiedere di intraprendere azioni sulle cause che spingono a movimenti di massa di migranti e rifugiati• Promuovere misure che combattano xenofobia, discriminazioni e emarginazione nei Paesi di transito e di destinazione.

(@novellatop,  14 settembre  2017)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts