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Galletti: Accordo di Parigi “non negoziabile”, Trump conferma il ritiro

Centro di Miami dopo l'uragano Irma

(di Arturo Zampaglione) 

NEW YORK, 18 SET – Gli Stati Uniti di Donald Trump chiariscono gli equivoci degli ultimi giorni e confermano il ritiro dall’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici: a meno che non possano ottenere delle condizioni più favorevoli. Che però è una strada impossibile. “Quell’accordo, raggiunto dopo anni di lavoro e difficili trattative, non è più negoziabile”, ha spiegato il ministro italiano dell’ambiente Gianluca Galletti, al termine di un breakfast di lavoro sui problemi climatici organizzato, dal consigliere economico della Casa Bianca, Gary Cohn, alla vigilia dei lavori dell’Assemblea generale dell’Onu.

Centro di Miami dopo l’uragano Irma

L’appuntamento annuale alle Nazioni Unite sarà, nei prossimi giorni, un’occasione per fare il punto sull’accordo di Parigi del 2015 e rilanciare l’azione multilaterale a favore dell’ambiente. “Venti milioni di persone nel mondo – ha ricordato lunedì il segretario generale Antonio Guterres, “vengono costrette ogni anno a fuggire altrove per colpa delle inondazioni, delle tempeste, degli incendi e delle temperature estreme”. “Il cambiamento climatico – ha aggiunto – è una crisi che non riguarda le generazioni future, ma ci tocca ora”.

Come farvi fronte? Come evitare la moltiplicazione di uragani sempre più violenti, come l’Irma, che da poco si è abbattuto sui Caraibi e sulla Florida? Mentre gran parte del mondo discute su nuovi approcci e future iniziative, gli Stati Uniti, la più grande potenza economica del mondo, fa marcia indietro, si arrende ai populismi e crea una frattura con alleati e membri del G7 ripudiando l’accordo di Parigi.

“Per l’Italia e per l’Europa quell’accordo resta invece indispensabile”, ha ribadito Galletti in un incontro con la stampa al Palazzo di vetro. D’altra parte, la “non-negoziabilità” dell’accordo del 2015 non significa che non si possa continuare un dialogo con Washington: ad esempio sulle nuove tecnologie o sulla base della volontà espressa degli Stati Uniti di ridurre le emissioni inquinanti, sia pure senza i vincoli dell’accordo internazionale. Ovviamente, una speranza molto diffusa è che, con il passare degli anni e soprattutto con gli avvicendamenti alla Casa Bianca, ci sia un ripensamento americano e un reingresso nell’accordi di Parigi.

AZ, 18-9-2017

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Arturo Zampaglione è stato per quasi venti anni corrispondente da New York del quotidiano La Repubblica, per il quale continua a collaborare. Ha studiato a Roma e a Boston, dove ha preso un Master in affari internazionale alla Fletcher School of Law and Diplomacy. Nel 2003-2004 ha insegnato giornalismo internazionale alla New York University. Ha curato la pubblicazione del libro-intervista “La mutazione antiegualitaria” (Editori Laterza).

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About Arturo Zampaglione

Arturo Zampaglione è stato per quasi venti anni corrispondente da New York del quotidiano La Repubblica, per il quale continua a collaborare. Ha studiato a Roma e a Boston, dove ha preso un Master in affari internazionale alla Fletcher School of Law and Diplomacy. Nel 2003-2004 ha insegnato giornalismo internazionale alla New York University. Ha curato la pubblicazione del libro-intervista “La mutazione antiegualitaria” (Editori Laterza). Contact: Website | More Posts

1 Comment on Galletti: Accordo di Parigi “non negoziabile”, Trump conferma il ritiro

  1. non è che cambi molto la situazione: il trattato di Parigi non prevede sanzioni per i paesi che non applicano l’accordo; mentre,indipendentemente dal trattato,le multinazionali possono accordarsi per fare fronte all’emergenza climatica; al di là dei trattati ciò che conta sono solo i fatti concreti.

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