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Mali: Amnesty denuncia, niente scuola per 150 mila bambini a causa dell’insicurezza

Mali

ROMA, 26 SETTEMBRE – In vista dell’esame periodico universale del Consiglio Onu dei diritti umani, cui il Mali si sottoporrà nel gennaio 2018, un rapporto di Amnesty International ha denunciato che oltre 150.000 alunni non possono andare a scuola a causa della mancanza di sicurezza nel nord e nel centro del paese africano.  Nel giugno 2017 oltre 500 scuole risultavano chiuse nelle zone in cui operano i gruppi armati, tra cui Gao, Kidal, Ségou, Mopti e Timbuktu. In alcuni casi le scuole erano state costrette a chiudere a causa delle minacce ricevute dai loro dipendenti. Mali

”Decine di migliaia di alunni stanno pagando un prezzo molto alto a causa della violenza che dal nord del Mali si sta propagando al centro del paese. Il diniego del loro diritto all’istruzione ha raggiunto il punto di crisi. Questa situazione deve cessare”, ha dichiarato Gaetan Mootoo, ricercatore di Amnesty International sull’Africa occidentale.  ”Proprio mentre si appresta a celebrare il 57mo anniversario dell’indipendenza, il Mali deve prendere tutte le misure necessarie per prevenire le chiusure delle scuole e proteggere gli alunni e il personale scolastico”, ha aggiunto Mootoo.

MaliIl rapporto di Amnesty International mette in luce anche le drammatiche condizioni detentive della prigione centrale di Bamako e di altre carceri fuori dalla capitale.  Durante una visita effettuata nella prigione di Bamako nell’aprile 2017, la direzione del carcere aveva fatto sapere da Amnesty International che, a fronte di una capacità massima di 400 persone, i detenuti erano 1200 e dovevano fare i turni per dormire a causa della mancanza di spazio.
La situazione riscontrata nel 2017 è invariata rispetto alle precedenti visite del 2013 e del 2014. Nessuna delle persone arrestate e processate per terrorismo a partire dal 2013 può svolgere esercizi fisici fuori dalle celle, che sono sovraffollate e senza ventilazione.
Nel novembre 2015 un gruppo armato uccisi 19 dei 150 civili presi in ostaggio durante un attacco all’Hotel Radisson di Bamako. Secondo organizzazioni locali almeno 15 civili, sia maliani che stranieri, sono tuttora ostaggi dei gruppi armati.

Dall’inizio del 2017 il numero degli attacchi dei gruppi armati nel nord e nel centro del paese è aumentato prendendo di mira anche imam, capi villaggio e rappresentanti dello stato e ha dato luogo a numerose violazioni dei diritto internazionale umanitario.
Il 18 gennaio il gruppo armato al-Qaeda nel Maghreb islamico ha attaccato la base del Meccanismo operativo di coordinamento uccidendo oltre 70 persone, civili compresi. Il 18 giugno il Gruppo di sostegno all’Islam e ai musulmani ha attaccato un hotel nella periferia di Bamako uccidendo quattro civili. Mali

Nel 2013, in occasione dell’ultimo esame periodico universale cui venne sottoposto, il Mali accettò una serie di raccomandazioni fatte dal Consiglio Onu dei diritti umani per chiamare i gruppi armati a rispondere delle loro azioni. Da allora, i progressi sono stati assai scarsi: persiste infatti l’impunità per le violazioni del diritto internazionale umanitario – tra cui uccisioni, torture e saccheggi – soprattutto quando commesse nel contesto del conflitto con le autorità centrali. Di conseguenza, alle vittime e alle loro famiglie vengono negate verità, giustizia e riparazione.
Amnesty International chiede alle autorità del Mali di istituire la commissione internazionale d’inchiesta prevista dagli accordi di pace di Algeri. Questa commissione dovrebbe svolgere indagini efficaci e tempestive su tutte le denunce di esecuzioni extragiudiziali, sparizioni forzate e altri crimini di diritto internazionale commessi tanto dai gruppi armati quanto dalle forze di sicurezza del Mali.

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts

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