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La testimonianza di MSF sul conflitto in nord Nigeria, nessun aiuto, popolazione in fuga

Nigeria

BORNO, NIGERIA, 28 SETTEMBRE – Joan Tubau, Direttore Generale di MSF in Spagna, è da poco tornato da una visita ai progetti dell’organizzazione nella Nigeria settentrionale e descrive le terribili conseguenze del conflitto sulla popolazione che vive in quell’area. Ecco il suo racconto

1. Gran parte della popolazione costretta a fuggire dalle proprie case
Dal 2009, lo Stato di Borno in Nigeria è l’epicentro del conflitto tra Boko Haram e gli eserciti della regione del Lago Ciad – che comprende Nigeria, Niger, Camerun e Ciad. Più di due milioni di persone hanno abbandonato le proprie case per fuggire agli attacchi, ai combattimenti e alle operazioni militari. La popolazione della capitale, Maiduguri, è in pratica raddoppiata dopo i nuovi arrivi di persone. Alcune vivono in campi, altre sono sparse in tutta la regione e sono sfollate da molto tempo.Nigeria

2. Senza libertà di movimento e senza mezzi di sussistenza
Gran parte della popolazione del Borno vive in piccole città conquistate dall’esercito. Nelle aree che circondano queste città, la sicurezza è molto incerta e i movimenti delle persone sono estremamente limitati. Spesso si trovano confinate in zone di pochi chilometri quadrati. Non possono coltivare i campi e anche cercare della legna da ardere è difficile. Secondo i nostri team, è questa la situazione in città come Pulka e Gwoza, vicino al confine con il Camerun.

3. Estrema vulnerabilità
Tutto questo sta avendo un grande impatto sulla popolazione, sia dal punto di vista nutrizionale che psicologico. Negli ultimi mesi i livelli di malattia e il tasso di mortalità sono molti alti. Oltre a questo, nel Borno la malaria è una malattia endemica e la diarrea e le malattie respiratorie rappresentano un rischio costante, soprattutto per i bambini con meno di 5 anni. Le persone spesso non hanno i mezzi per sopravvivere, come cibo e acqua, e vivono nella paura costante di nuove violenze e di perdere di nuovo i propri cari.

4. Enorme bisogno di assistenza medica

Nigeria

Joan Tubau

Per rispondere a questa crisi, MSF sta lavorando in 11 città del Borno. Gestisce ospedali e cliniche dove vengono curati i casi gravi di malaria, le infezioni respiratorie, la malnutrizione e vengono effettuate operazioni chirurgiche e parti cesarei. Forniamo anche supporto psicologico e, in molti casi, ci occupiamo della distribuzione di cibo e acqua che fanno la differenza tra la vita e la morte per queste persone. Nei primi cinque mesi del 2017, i team MSF hanno fornito più di 140.000 visite mediche e curato 12.000 bambini dalla malnutrizione.

5. In alcune zone, le persone non ricevono aiuti
Alcune zone del Borno sono ancora inaccessibili per le organizzazioni umanitarie. Per questo, molte persone non ricevono nessun tipo di aiuto o assistenza. Siamo una delle poche organizzazioni presenti in queste zone e i nostri team devono fornire la maggior parte dei servizi. C’è bisogno di una maggiore presenza di organizzazioni umanitarie perché i bisogni sono enormi e questa situazione potrebbe continuare a peggiorare. Con il proseguire del conflitto, le persone continueranno a fuggire e ad abbandonare le proprie case.

(@novellatop,  28 settembre 2017)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts

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