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G7 Agricoltura: nella dichiarazione di Bergamo il futuro di 500 milioni di persone

'Fuori dalla fame entro il 2030'. L'impegno della Fao

G7 Agricoltura

BERGAMO, 16 OTTOBRE – La Carta di Bergamo è stata approvata all’unanimità nell’ambito del G7 dell’Agricoltura che si è tenuto a Bergamo, sotto la presidenza del ministro italiano Maurizio Martina.  La ‘dichiarazione’ finale si impegna a far sì che ”entro il 2030 500 milioni di persone siano di fatto fuori dall’emergenza fame”.  Per Martina si tratta di  un ”salto di qualità nel lavoro di cooperazione tra diversi paesi” nelle diverse questioni che hanno a che fare con l’agricoltura…la fame è una questione prima di tutto agricola- ha continuato – per questo abbiamo deciso di aumentare gli sforzi per favorire la produttività sostenibile in particolare in Africa, attraverso la condivisione di buone pratiche per aumentare la resilienza e accompagnare lo sviluppo delle comunità locali. Abbiamo affrontato anche il tema della difesa dei redditi degli agricoltori davanti alle crisi dovute al cambiamento climatico e a quelle economiche, affidando il mandato alla FAO per studiare azioni sul tema”.G7 Agricoltura

Ma la strada è ancora lunga: ”Ci sono temi – ha sottolineato Martina – sui quali dovremo aumentare ancora gli sforzi, come la protezione dei suoli e la biodiversità, la maggiore trasparenza nella formazione del prezzo del cibo e la riduzione radicale dello spreco alimentare. Su questi fronti serve più consapevolezza, ognuno deve sentire forte la propria responsabilità. Anche per questo abbiamo voluto un G7 aperto, con una settimana dedicata dalla città di Bergamo a decine di appuntamenti sul tema del diritto al cibo, in continuità col lavoro che l’Italia ha fatto con Expo Milano. Da Bergamo rilanciamo ancora la sfida per garantire davvero il diritto al cibo di ogni essere umano a qualunque latitudine”.

Gli impegni della Dichiarazione di Bergamo sono vari; innanzitutto puntano alla «promozione della tutela del reddito dei produttori, a partire dai piccoli, davanti alle crisi economiche e i disastri climatici. I Paesi G7 insieme a IFAD, WFP e OCSE hanno concordato di affidare alla Fao il compito di studiare un programma di azioni e individuare una definizione unitaria di evento catastrofico che oggi manca”. Si punta inoltre ”all’aumento della cooperazione agricola, dello sviluppo delle partnership nella ricerca, del trasferimento di conoscenza e tecnologia. La zona prioritaria di intervento, anche in relazione al fenomeno migratorio, è il continente africano, dove il 20% della popolazione soffre di povertà alimentare”; terzo punto è ”l’impegno a rafforzare la trasparenza nella formazione dei prezzi e nella difesa del ruolo degli agricoltori nelle filiere soprattutto di fronte alle crisi di mercato e alla volatilità dei prezzi. In particolare sui mercati locali si lavora a partire dalla Fao per dotare i produttori di strumenti che li aiutino nella definizione dei prezzi anche utilizzando big data e previsioni sull’andamento dei mercati”; i 7 Grandi hanno anche sottolineato la ”necessità di rafforzare le norme e le azioni per ridurre le perdite di cibo e gli sprechi alimentari, che oggi coinvolgono un terzo della produzione alimentare mondiale”; nonché ”l’adozione di politiche concrete per la tracciabilità e lo sviluppo di sistemi produttivi legati al territorio”G7 Agricoltura

Nel corso del G7 vi sono state anche proteste e critiche da parte di associazioni non governative e agricoltori, soprattutto produttori locali che hanno inscenato manifestazioni e portato i trattori e gli animali in piazza. Secondo Carlin Petrini, ideatore di Slow Food e paladino di un’agricoltura ‘diversa’, anche se resta da fare molto, qualche passo avanti nella consapevolezza che occorre cambiare verso alle politiche agricole di sfruttamento e commercializzazione intensive, è stato fatto.

Il Direttore Generale  della Fao, Josè Graziano da Silva da parte sua ha invitato i ministri dell’agricoltura del G7 a porre l’attenzione sui sistemi alimentari, sul ruolo delle donne e sui giovani per raggiungere la sicurezza alimentare.  Intervenendo alla riunione il responsabile della FAO ha sottolineato il ruolo dell’agricoltura e dello sviluppo rurale nel prevenire e dare risposte ai conflitti, alle migrazioni e alla sicurezza alimentare. I ministri del G7 sono stati informati  dell’intenzione della FAO – che nel 2018 presiederà il Gruppo delle Migrazioni Globali delle Nazioni Unite (GMG) assieme all’ Organizzazione internazionale per la Migrazione – di sottolineare i legami tra lo sviluppo agricolo e rurale e l’emigrazione. G7 Agricoltura

Rivolgendosi ai ministri, Graziano da Silva ha citato la FAO e la relazione congiunta con l’Istituto internazionale per la Ricerca Alimentare (IFPRI), che comprende cinque percorsi verso soluzioni durature e sostenibili per aiutare a prevenire i conflitti e affrontare alcune delle cause di base dell’emigrazione forzata. Queste includono la necessità di sostenere la costruzione della capacità di rispondere ai rischi e agli shock investendo nel rafforzamento dei mezzi di sussistenza e promuovendo processi inclusivi e partecipativi all’accesso e all’utilizzo delle risorse naturali.
“Il G7 ha contribuito a focalizzare l’attenzione sulla necessità di rendere più sostenibili i sistemi alimentari, anche attraverso approcci territoriali e salutiamo con favore il riconoscimento del ruolo essenziale delle donne e dei giovani per raggiungere la sicurezza alimentare”.

(@novellatop, 16 ottobre 2017)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts