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Rapporto sullo stato della popolazione nel mondo: le donne continuano a essere fanalini di coda

donne

(di Maria Novella Topi)

ROMA, 17 OTTOBRE – I ‘Mondi a parte’ sono quelli nei quali il divario, l’esclusione, la disuguaglianza e la povertà soprattutto per le donne, sono la cifra primaria, il tunnel dal quale, una volta entrati,  non si riemerge solo con le proprie forze.  Ma ‘Mondi a parte’ è anche il titolo del Rapporto sullo stato della popolazione nel mondo che l’AIDOS (l’Associazione italiana donne per lo sviluppo) e l’UNPFA (il fondo dell’Onu per la popolazione)  hanno lanciato in contemporanea mondiale in oltre 100 città dedicandolo alla ”salute e diritti riproduttivi nell’epoca della disuguaglianza”.Unpfa

Ed è esattamente questo che il rapporto mette subito in rilievo: al di là della percezione che ne possiamo avere, la disparità è aumentata negli ultimi anni in modo vertiginoso, facendo segnare dei record di povertà ed esclusione che mai erano stati raggiunti. ”Miliardi di persone – afferma nelle premesse il rapporto – restano immobili in fondo alla scala economica, vedendosi negare diritti umani e prospettive di miglioramento”. Ci sono qui tutti gli elementi che caratterizzano ”l’epoca della disuguaglianza”:  impossibilità di crescere, mancanza di speranza, perdita dei diritti elementari.

Se si pensa  che ad esempio, tra il 2008 e il 2013 in 34 paesi il divario di reddito è aumentato,  che nel 2016 ben 68 paesi presentano maggiori divari di genere rispetto all’anno precedente, che nei paesi in via di sviluppo 12,8 milioni di ragazze adolescenti hanno una domanda totalmente inevasa di pianificazione

Unpfa

Stefano Vella

familiare, appare chiaro, afferma Mariarosa Cutillo  (Unpfa) che  ”non si può più sbagliare”. Il problema alla radice sta ”in chi può e chi non può: chi può accedere a maternità consapevoli e sane, chi può scegliere e quindi pianificare la propria vita familiare, chi può avere accesso all’istruzione” che sembra davvero essere la chiave di tutto.

Unpfa

Mariarosa Cutillo

Rileva Sandra Zampa, vice presidente della Commissione parlamentare per l’Infanzia e l’adolescenza: ”Se tutte le bambine portassero a termine l’istruzione primaria si ridurrebbero di molto le gravidanze indesiderate, i matrimoni precoci ecc. Ma se tutte le bambine riuscissero ad arrivare alla fine della scuola secondaria le percentuali si ribalterebbero addirittura, facendo segnare quei successi che ancora stiamo cercando”

Il rapporto fornisce dati che si commentano da soli: ogni anno nei paesi in via di sviluppo si contano 89 milioni di gravidanze indesiderate. 48 milioni di aborti volontari, 10 milioni involontari, un milione di morti alla nascita.  Questo grazie alla terribile condizione economica di donne e ragazze, alla disparità di genere e al mancato accesso alla salute sessuale e riproduttiva che sono al centro del lavoro di Aidos. Povertà e mancanza di salute, sottolinea Stefano Vella, direttore del Centro nazionale di salute globale, sono strettamente correlate:  20 milioni di persone muoiono ogni anno prematuramente di malattie curabili. Un miliardo e mezzo di persone vive negli slums del mondo, l’accesso alle cure, quindi anche ai farmaci più comuni per alcuni è impossibile”.  In questo quadro la realizzazione degli obiettivi dell’Agenda 2030 sembra lontanissima e anche i temi che tengono banco in questa epoca, come l’immigrazione, sono destinati a restare ”brutte notizie” e basta, argomenti da relegare in qualche programma politico di populisti e razzisti, sottolinea la presidente Aidos Maria Grazia Panunzi, facendo eco a Sandra Zampa, che cita il caso Austria come l’ultimo step di un’escalation verso l’esclusione eletta a sistema.  ”E non si può fare a meno di citare la legge  sui minori stranieri non accompagnati che l’Italia, unica in Europa, ha voluto fortemente ponendosi in aperto contrasto con nazioni che invece si limitano a erigere muri e chiudere porte”.

Sostiene  Zampa che ”gli  investimenti sull’istruzione darebbero risultati stratosferici, cambiando la vita delle donne, e dunque il mondo”.  Il ministro plenipotenziario

Unpfa

Panunzi

Luigi De Chiara (Cooperazione allo sviluppo, Ministero degli esteri)  ricorda l’azione politico diplomatica dell’Italia, lo stimolo che viene dato all’azione dell’Onu, il contributo multilaterale a paesi di interesse italiano: ”Se per il 2018 restano confermati gli impegni assunti dal Def, si riuscirà a fare di più”, rileva, ricordano l’impegno concreto dell’Italia su temi come il contrasto alle mutilazioni genitali femminili e ai matrimoni precoci e forzati, il riconoscimento della centralità dell’istruzione nel destino delle donne.  ”Tra qualche settimana vogliamo  organizzare una riflessione sul ‘dividendo demografico’ e migrazioni”, afferma De Chiara anche se, avverte, il numero dei profughi che si riversa nel mondo ricco rappresenta ancora una piccolissima parte del ”potenziale migratorio” che potrebbe svilupparsi.

Ora il mondo globalizzato (”luci e ombre della globalizzazione”, sottolinea Vella) produce questo: 2473 miliardari detengono in ricchezza  l’equivalente del Pil del 2015 di quattro quinti dei paesi del mondo. Se è vero che i media veicolano solo ”notizie cattive” e la narrazione dei fenomeni resta negativa, rileva Panunzi, è ora di inaugurare una divulgazione un pò più positiva, sottolineare i progetti andati in porto, esaltare i successi delle Ong e Onlus. E ”rimboccarsi finalmente  le maniche”.

(@novellatop,  17 ottobre  2017)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts