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La ‘sfida’ delle città alla fame globale: la FAO traccia la strada ai sindaci

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VALENCIA, 24 OTTOBRE  – Le città possono e dovrebbero giocare un ruolo chiave nel “cambiamento radicale” necessario per affrontare il problema della fame, della malnutrizione e degli sprechi alimentari. Lo ha detto il Direttore Generale della FAO José Graziano da Silva a sindaci e rappresentanti di oltre 150 città di tutto il mondo riunitisi a Valencia. I sindaci provenienti da ogni parte del mondo – da Città del Messico a Barcellona, da Quito a Kyoto –  partecipano alla terza riunione dei membri del Milan Urban Food Policy Pact, che mira a combattere la fame, gli sprechi alimentari e a migliorare la nutrizione.  Alla terza edizione della riunione – la prima si è tenuta a Milano nel 2015, poi a Roma nel 2016, presso la FAO – ha partecipato anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala. 

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Giuseppe Sala

Dopo anni di declino, ha ricordato, la fame a livello mondiale ha ripreso a crescere, raggiungendo 815 milioni di persone, l’11 per cento della popolazione mondiale. L’aumento, di 38 milioni di persone rispetto all’anno precedente, è dovuto soprattutto al proliferare di conflitti civili e di shock climatici, come indicato nell’ultimo rapporto della FAO Lo Stato della Sicurezza alimentare e della Nutrizione nel Mondo 2017. Allo stesso tempo, ha sottolineato Graziano da Silva, forme diverse di malnutrizione – sovrappeso, obesità, mancanza di micronutrienti – minacciano la salute di milioni di persone in tutto il mondo.

“Le azioni a livello locale sono cruciali per raggiungere l’obiettivo di eliminare la fame e la malnutrizione, garantire sistemi alimentari più sostenibili che siano anche in grado di far fronte ai cambiamenti climatici, oltre ad assicurare una nutrizione sana per tutti” ha sottolineato Graziano da Silva rivolgendosi a sindaci provenienti da ogni parte del mondo – da Città del Messico a Barcellona, da Quito a Kyoto – giunti nella città spagnola per partecipare alla terza riunione dei membri del Milan Urban Food Policy Pact, che mira a combattere la fame, gli sprechi alimentari e a migliorare la nutrizione.

“Fortunatamente le città si stanno mobilitando per fronteggiare queste sfide” ha continuato Graziano da Silva. “Si possono raggiungere alti livelli di creatività quando si collabora con attori locali, la società civile, il settore privato, le università e le organizzazioni dei produttori”.

Graziano da Silva ha poi portato la propria esperienza con il progetto “Fame Zero” in Brasile, che ha sollevato 40 milioni di persone dalla povertà e dalla fame. “Una parte fondamentale del successo è stata la partecipazione delle città, alcune della grandezza di Belo Horizonte o Campinas”. “I sindaci hanno aperto ristoranti popolari che servivano pasti bilanciati e nutrienti a prezzi abbordabili, e le città hanno privilegiato il cibo prodotto localmente, contribuendo a rafforzare l’economica locale” ha spiegato.Fao

I firmatari del Patto si impegnano ad aderire a principi chiave come garantire cibo sano per tutti, promuovere sistemi alimentari sostenibili, educare il pubblico al mangiare sano e ridurre gli sprechi.  La FAO sostiene questa iniziativa sviluppando indicatori per misurare i progressi attraverso linee guida “in stretta collaborazione con città di tutto il mondo per fare sì che siano uno strumento utile”, oltre ad agire come foro neutrale per lo scambio di esperienze di successo.

Graziano da Silva ha lanciato un appello per una maggiore collaborazione, sottolineando che “queste iniziative vengono portate avanti in collaborazione con i network urbani per trarre vantaggio dai rispettivi punti di forza e per creare sinergie”. Ha poi ricordato l’impegno della FAO per promuovere il dialogo tra parlamentari di tutto il mondo e per promuovere programmi di mutuo interscambio tra contadini, e ha anche sottolineato che la Cooperazione Sud-Sud e Triangolare, incluso il Meccanismo FAO per la Cooperazione tra Città, sono “strumenti per accelerare il cambiamento e la trasformazione dei sistemi alimentari”.

Allineare l’impegno con la Nuova Agenda Urbana dell’ONU

Infine il Direttore Generale ha sottolineato l’importanza di rafforzare la collaborazione tra città del mondo per raggiungere un’urbanizzazione sostenibile e per promuovere rapporti economici, politici, sociali e culturali tra aree urbane e rurali. “Non possiamo accettare una dicotomia tra aree rurali e urbane che non esiste più” ha affermato. “Dobbiamo adottare un approccio territoriale basato sull’integrazione delle aree rurali con quelle urbane. Solo città prospere e aree rurali dinamiche possono promuovere il cambiamento verso i sistemi alimentari sostenibili di cui abbiamo bisogno per sconfiggere la fame e la povertà”.

A questo scopo, ha invitato i firmatari del Patto ad allineare le proprie priorità con quelle della Nuova Agenda Urbana delle Nazioni Unite, una guida verso città più sostenibili e a misura d’uomo, approvata durante la Terza Conferenza di UN Habitat sull’Urbanizzazione Sostenibile, tenutasi a Quito in Equador.

(@novellatop,  24 ottobre  2017)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts