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Osce: Mediterraneo area di migrazioni e traffici, per l’Italia occorre ”una risposta congiunta”

Osce

PALERMO, 25 OTTOBRE –  Si chiude oggi a Palermo la Conferenza Mediterranea dell’OSCE, cui hanno preso parte i sei paesi partner del Mediterraneo (Marocco, Algeria, Tunisia, Egitto, Israele e Giordania). Dedicata al tema ”Large Movements of Migrants and Refugees in the Mediterranean: Challenges and Opportunities”, la Conferenza ha voluto promuovere uno scambio di vedute ad alto livello politico sul tema delle migrazioni nel Mediterraneo, sulle sfide ed opportunità che ne conseguono.

OSCE

L’intervento di Alfano (Foto Ansa)

L’Italia assumerà la Presidenza dell’OSCE il prossimo anno ma le fondamenta di tale importantissimo mandato vengono poste in questa Conferenza Mediterranea”,  ha ricordato il ministro degli esteri Angelino Alfano. ”Il nostro obiettivo e’ infatti quello di rafforzare negli stati membri dell’OSCE la consapevolezza che sia necessaria una risposta congiunta all’emergenza migratoria e alle sfide provenienti dal Mediterraneo. Non e’ un caso se abbiamo scelto Palermo per un simile incontro internazionale. La Sicilia è stata il luogo in cui Arabi e Normanni hanno formato non soltanto uno stile artistico unico al mondo che risplende ancora oggi come patrimonio dell’umanità UNESCO ma anche un fondamentale modello di integrazione sociale e di tolleranza religiosa tra popoli diversi. Durante la nostra presidenza, porremo l’attenzione sulla crisi ucraina la più acuta dell’area Osce, sui conflitti congelati dell’area Osce e sul rafforzamento del partenariato”.

Quanto ai pericoli derivanti dal terrorismo, secondo Alfano ”nessun paese da solo è in grado di fronteggiare la situazione in corso nel Mediterraneo, tanto più in un momento in cui si è chiamati a contrastare il rischio posto dal possibile rientro di foreign fighters in Europa dopo la sconfitta di Daesh in Iraq e Siria”. E se ”prevenzione” è la parola chiave nel contrasto al radicalismo, ”cooperazione” e ”condivisione di informazioni” rappresentano la strada maestra da seguire per evitare l’apertura di un abisso nel Mediterraneo, nel quale sicurezza, convivenza civile e rispetto delle libertà potrebbero sprofondare”.OSCE

E’ nel Mediterraneo che si giocano ”i destini del mondo”, secondo il ministro degli Esteri. Una partita globale, non solo regionale, per limitare i danni di una faglia in cui hanno proliferato fanatismo, estremismo violento e terrorismo. Tutto dipenderà dalla capacità dei Paesi dell’Osce di dialogare tra di loro e con i paesi partner del Mediterraneo. L’auspicio è che se lo spirito di Helsinki ispirò l’avvicinamento tra Est ed Ovest, lo ”spirito di Palermo”, alimentato dal dialogo e dalla comprensione, possa favorire ”la partnership mediterranea”, anche in chiave sicurezza. ”Chi pensa di costruire muri informatici e fisici per difendersi meglio rende il proprio paese più insicuro e isolato, quindi genera isolamento e insicurezza”, ha avvertito Alfano. E invece si può, anzi si deve, coniugare solidarietà e sicurezza, perché “si può essere un Paese sicuro senza chiudere le frontiere”.

La presidenza italiana dell’Osce nel 2018 nominerà un inviato speciale dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa sul tema del Mediterraneo e un altro per la lotta al narcotraffico e alle organizzazioni criminali su scala transnazionale, ha detto Alfano ricordando che l’azione dell’Osce in questo settore è complementare a quella di altre organizzazioni internazionali impegnate nella crisi, come Oim, Unhcr e la stessa Unione europea.

Nel corso dell’incontro il Procuratore Nicola Gratteri (Nominato Consigliere dell’On. Ministro per il tema del contrasto al narcotraffico nell’ambito delle attività inerenti la Presidenza italiana dell’OSCE), è intervenuto sul tema ”Connessioni tra traffico di droga, criminalità organizzata e terrorismo nella Regione Mediterranea”.

(@novellatop,  25 ottobre  2017)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts