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Farnesina, nasce il Network delle “donne mediatrici” del Mediterraneo

The photo family of the Mediterranean Women Mediators Network at Farnesina Palace in Rome, 26 October 2017. ANSA/CLAUDIO PERI

ROMA, 26 OTTOBRE- Su iniziativa dell’Italia (e alla vigilia del suo mese di presidenza del Consiglio di sicurezza), nasce a Roma il Mediterranean Women Mediators Network, una rete composta, nella fase iniziale, da 47 donne mediatrici provenienti da tutta l’area del Mediterraneo (compresi Israele e la Palestina).

Da sinistra: Yannick Glemarec, Elisabetta Belloni; Catherine Samba-Panza; Angelino Alfano, Lia Quartapelle, Gian Lorenzo Cornado

Lo scopo? Affiancare le iniziative di pace e percorrere strade non convenzionali per la risoluzione di guerre e controverse. “Sarà una nuova alleata contro i conflitti”, ha spiegato il ministro degli esteri e della cooperazione internazionale, Angelino Alfano, aprendo alla Farnesina i lavori di fondazione del Network.

Organizzato in collaborazione con lo IAI (Istituto Affari Internazionali) e WIIS (Women in International Security, Italy), l’evento è cominciato con una foto di gruppo e una sessione introduttiva in cui ha parlato, spiegando gli obiettivi e le motivazioni del Network, l’ambasciatore Luca Giansanti, direttore generale per gli affari politici e di sicurezza della Farnesina.

Luca Giansanti

Il dibattito, moderato dalla parlamentare Lia Quartapelle, presidente onorario del board di WIIS Italia, è proseguito con gli interventi del vice direttore esecutivo di UnWomen, Yannick Glemarec, della Direttrice dello IAI, Nathalie Tocci, e del presidente di WIIS, Irene Fellin.

“A volte il negoziato e la mediazione sembrano la strada dei deboli, di coloro i quali non hanno la forza di imporre la loro opinione”, ha osservato il ministro Alfano: “Ma invece è esattamente il contrario: il negoziato è la leva e la virtù dei forti che cercano un punto di incontro anziché un punto di scontro”. Alfano ha aggiunto che “bisogna continuare a dare spazio alle donne, contrastando l’unilateralità del pensiero, se non si accetta la piena uguaglianza di genere si rigettano i presupposti di pace, stabilità e sviluppo”. E ha concluso dicendo che “sia nel passato che nel il presente, la storia è ricca di grandi donne mediatrici. E con la rete delle Donne mediatrici del Mediterraneo ne vogliamo scrivere tante altre”.

La giornata di fondazione alla Farnesina ha visto poi una tavola rotonda di alto livello con le rappresentanti di altri network di donne mediatrici (L’ex-presidente della Repubblica Centroafricana, Catherine Samba Panza, per l’African Women Mediators for Peace; la diplomatica svedese Ann Dismorr per il Nordic Women Mediators Network), di UE e OSCE, nonché di Judith Simanca Herrera, ex guerrigliera FARC che ha partecipato ai negoziati per la pace in Colombia. Dopo le sessioni parallele e a porte chiuse di tre gruppi di lavoro diversi, l’iniziativa si è chiusa con un discorso del sottosegretario agli esteri, Vincenzo Amendola, e l’adozione della Dichiarazione di intenti e dei Principi fondativi della rete.

AZ, 26-10-2017

 

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Arturo Zampaglione è stato per quasi venti anni corrispondente da New York del quotidiano La Repubblica, per il quale continua a collaborare. Ha studiato a Roma e a Boston, dove ha preso un Master in affari internazionale alla Fletcher School of Law and Diplomacy. Nel 2003-2004 ha insegnato giornalismo internazionale alla New York University. Ha curato la pubblicazione del libro-intervista “La mutazione antiegualitaria” (Editori Laterza).

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About Arturo Zampaglione

Arturo Zampaglione è stato per quasi venti anni corrispondente da New York del quotidiano La Repubblica, per il quale continua a collaborare. Ha studiato a Roma e a Boston, dove ha preso un Master in affari internazionale alla Fletcher School of Law and Diplomacy. Nel 2003-2004 ha insegnato giornalismo internazionale alla New York University. Ha curato la pubblicazione del libro-intervista “La mutazione antiegualitaria” (Editori Laterza). Contact: Website | More Posts