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Teatri di guerra: Carabinieri, a Roma la terza conferenza sul diritto internazionale umanitario

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ROMA, 30 OTTOBRE – Il ruolo delle organizzazioni umanitarie per la protezione delle popolazioni civili nei conflitti, è stato al centro della terza Conferenza sul diritto internazionale umanitario che si è svolta a Roma presso la Scuola Ufficiali Carabinieri. 

Ai lavori hanmo preso parte la Ministra della Difesa Roberta Pinotti, il collega degli Esteri Angelino Alfano, il comandante generale dell’Arma, Tullio del Sette, il  Commissario europeo per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi, Christos Stylianidis, e il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano.

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Graziano, Stylianidis, Pinotti, Alfano, Del Sette

”Il tema del diritto umanitario è centrale per il nostro futuro e per la pace che dobbiamo continuare ad alimentare”, ha osservato Pinotti ricordando che questo appuntamento, giunto alla terza edizione, ”consente di mettere a fuoco il grande tema della protezione civile, di enorme rilevanza non solo dal punto di vista strettamente giuridico, ma anche dal punto di vista strategico e militare”. ”Mai come oggi la popolazione ha bisogno di tutela durante i conflitti armati, perché mai come oggi la popolazione è al centro, in senso fisico e concettuale, dei conflitti armati”.  ha aggiunto.

Una necessità ancor più vera in un’epoca in cui il centro di gravità di quasi tutti i conflitti non è lo scontro con l’esercito nemico bensì la popolazione civile. Oggi è la comunità, nella sua dimensione fisica ma anche culturale,  a costituire al tempo stesso l’obiettivo del conflitto e l’arena allinterno della quale esso si svolge. Questa nuova condizione strategica ha delle palesi conseguenze sul procedere del diritto umanitario, inteso come graduale espandersi degli spazi di protezione e progressiva costrizione dell’uso della violenza bellica” ha detto il Ministro.

Per Pinotti ”in questa nuova realtà i passi in avanti saranno al contempo più difficili e anche più urgenti e necessari. Il riferimento, ad esempio, al complicato problema della definizione di combattente legittimo, in un contesto popolato da moltissimi attori non statuali mossi da più disparate motivazioni, e dove è più difficile fare ricorso ai criteri tradizionali che permettevano di distinguere le Forze armate cosiddette regolari da quelle irregolari”. Il Ministro ha richiamato anche il ”gravissimo problema costituito dall’utilizzo dei cosiddetti scudi umani e delle violenze sessuali’‘.

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La Conferenza

La conferenza era incentrata sul ruolo che la società civile in genere e le organizzazioni umanitarie in particolare rivestono nel diritto internazionale e nel diritto internazionale umanitario. Dopo la Prima Guerra Mondiale, e – in misura ancora maggiore – al termine della Seconda, l’asse del diritto internazionale ha iniziato a spostarsi, gradualmente, dagli Stati agli individui. Questo spostamento ha generato nuove regole per le organizzazioni in cui la società civile si può aggregare per promuovere alcuni obiettivi. Per esempio, le quattro Convenzioni di Ginevra, allo scopo di umanizzare i conflitti armati, riconoscono un ruolo centrale non solo alla Croce Rossa Internazionale ma anche alla società civile nella sua totalità. Le modalità con le quali integrare nel diritto internazionale umanitario il contributo della società civile richiedono tuttavia un’approfondita analisi teorica, che è tuttora in corso.

Alfano ha sottolineato che l’Italia ”ha un primato molto importante in Europa e nel mondo: siamo uno di quei Paesi che è riuscito ad essere solidale e sicuro al tempo stesso. Abbiamo una intelligence che funziona molto bene, così come le nostre forze dell’ordine con i loro apparati interni di antiterrorismo”.
L’attenzione rimane massima e “dal punto di vista del rapporto internazionale, noi stiamo molto lavorando per rafforzare la cooperazione tra le agenzie di intelligence nel Mediterraneo e abbiamo sistemi di relazione che vogliamo sempre di più incentivare”.
Così come resta alto l’allarme foreign fighter che potrebbero tornare in Italia per una nuova vita dopo la caduta di Raqqa. “E’ un tema concreto e reale di cui tutti i Governi europei si stanno occupando” ha aggiunto il ministro Alfano ”Noi abbiamo un livello di vigilanza molto alto. Al tempo stesso siamo stati uno di quei paesi ad avere un numero inferiore di meno foreign fighter rispetto ad altri con meno abitanti di noi. E’ chiaro che non si può abbassare la guardia e il livello di attenzione”.

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Uno degli interventi

In merito è intervenuto anche il Comandante Generale, Del Sette: ”Il disfacimento che è in atto sul piano territoriale – ha spiegato –  può comportare l’allontanamento di una serie di combattenti che non sono originari di quei luoghi, ma che potrebbero essere attratti dalle condizioni che potrebbero trovare nel nostro Paese, magari non per compiere altri atti terroristici, ma per riprendere una vita di altro tipo. Quello che dobbiamo fare è controllare attentamente e vigilare attentamente. Di ogni eventuale ingresso noi siamo perfettamente a conoscenza. Da quello che noi oggi sappiamo, possiamo essere abbastanza tranquilli. Fermo restando che abbiamo visto altrove realizzare degli attentati in maniera quasi casuale, improvvisa senza nessun tipo di organizzazione. Quindi in questo senso, siamo tutti esposti, anche se il lavoro che facciamo è enorme per evitare che questa ipotetica esposizione possa tradursi in qualche atto di aggressione sul nostro territorio”.

Il Commissario europeo per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi  Chrìstos Stylianidìs, ha dato inizio ai lavori della conferenza, a cui sono intervenuti importanti relatori tra cui il delegato per il Sud Europa dell’Alto Commissario per i Rifugiati delle Nazioni Unite Stephane Jaquemet, l’Ambasciatore Staffan De Mistura inviato speciale dell’ONU in Siria, l’Ambasciatrice Elisabetta Belloni, Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e illustri accademici delle più importanti università internazionali.

(@novellatop,  30 ottobre  2017)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts

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