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Simmons (Amref), torniamo in Sud Sudan perchè è una tragedia di cui nessuno parla

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ROMA, 29 NOVEMBRE – Tommy Simmons, fondatore di Amref Italia – l’organizzazione che da anni si occupa di salute in Africa – è nuovamente in Sud Sudan e affida al sito dell’Ong il racconto della sua esperienza in quella terra martoriata da instabilità politica, conflitti interni e carestia, una tragedia di cui nessuno parla. Ecco una descrizione di quanto sta accadendo:

”Da quando ormai 4 anni fa la situazione politica del Sud Sudan è implosa, portando il Paese nel baratro della guerra civile, gradualmente la crisi non ha fatto che peggiorare e la condizione umanitaria è catastrofica.
Nell’arco dell’ultimo anno le milizie coinvolte nel conflitto si sono frammentate e moltiplicate, diffondendo ulteriormente la voce delle armi. Ad oggi quasi 4 milioni di persone hanno dovuto lasciare le proprie case , in gran parte cercando rifugio nei Paesi limitrofi. Quasi 8 milioni di sudsudanesi dipendono dagli aiuti per la loro sopravvivenza. Decine di migliaia di persone hanno già perso la vita.

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Tommy Simmons

Poco tempo fa, gli esperti in sicurezza alimentare delle organizzazioni alimentari hanno previsto che nel 2018 in Sud Sudan più di un milione di bambini sotto ai cinque anni saranno malnutriti – e che in 300.000 saranno ”fortemente a rischio di morte”.
Papa Francesco ha presieduto una celebrazione liturgica a favore della pace in Sud Sudan e in Congo, e senz’altro senza pace in questi Paesi la situazione potrà solo peggiorare ancora. Ma il raggiungimento della pace sarà un processo lungo fatto di compromessi che in troppi sembrano non disposti a fare, e nel frattempo è impellente continuare ad intervenire sul fronte umanitario, anche se il moltiplicarsi delle crisi nel mondo continua a mettere i bisognosi in concorrenza l’uno con l’altro e scarseggiano le risorse necessarie per evitare che chi è “fortemente a rischio di morte” non possa essere raggiunto.
La mia ultima visita in Sud Sudan è stata cinque mesi fa. Allora – in questo Paese che frequento da oltre 20 anni di conflitti, speranze, crescita, frustrazioni e infine di ritorno al caos – avevo riscontrato la carenza di cibo, la fuga dei professionisti , il gran numero si sfollati, tassi di inflazione ingestibili, una diffusa insicurezza e la caparbietà dei tanti che continuano a lavorare per rimediare ai danni delle armi e per continuare a costruire il futuro dell’intera nazione.
Sud SudanOra sono tornato in parte per verificare quanto in questo breve periodo è cambiato, per seguire il lavoro che svolge sul campo Amref Health Africa e – spero – per contribuire a far parlare di quanto sta avvenendo in questo “angolo remoto” del mondo (che per chi vi abita non è affatto remoto), ché si tratta di una delle “grandi crisi dimenticate” del pianeta (anche se qui ne sono tutti ben consci) e il silenzio che da lontano la circonda soffoca sul nascere ogni possibilità di contribuire a cambiare le cose.
Tornerò a Maridi, nella cittadine dove nel corso degli ultimi 20 anni abbiamo formato l’80% dei quadri sanitari intermedi che oggi operano nel paese e dove proprio oggi un secondo gruppo di giovani donne sta iniziando a fare i propri esami di maturità, nella scuola secondaria femminile che abbiamo avviato 5 anni fa per suppliire al fatto che oggi, in Sud Sudan, i tre quarti delle bambine neanche frequenta le scuole primarie. Andrò a Wau, verso il nord-ovest del Paese, dove Amref Health Africa è impegnata nell’urgente compito di fornire nutrizione, sanità ed acqua pulita ad una popolazione ancora minacciata dalle violenze e dove la crisi umanitaria è più intensa. Infine, andrò a Torit, a sud-est della capitale Juba, dove si rispecchia la situazione di Wau, con l’aggiunta di una crisi idrica che tocca tutta la popolazione urbana della cittadina – accresciuta dagli sfollati -, con tutti i rischi sanitari che ciò comporta.
Cercherò di raccontare – a parole e con immagini – le varie tappe di questo viaggio, sperando che, trasmettendo ciò che vedrò e sentirò, si riesca a risvegliare anche lontano da qui gli echi di questa crisi che, pur toccando tutto il popolo di una nazione, resta in gran parte inascoltata”.

(@novellatop, 29 novembre 2017)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts

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