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Giornata Rifugiato: Cuamm, riflettori puntati su Sud Sudan, paese piu’ giovane e fragile del mondo

PADOVA, 12 GENNAIO – In occasione della Giornata Mondiale del Migrante e
del Rifugiato che ricorre domenica 14 gennaio, Medici con l’Africa Cuamm
richiama l’attenzione sulla crisi in corso in Sud Sudan, il più giovane Stato del mondo,
da anni segnato da scontri interni e instabilità.

In una situazione segnata dalla mancanza di sicurezza, cibo e cure di base, negli ultimi anni 4 milioni di persone, un terzo della popolazione totale del Sud Sudan, hanno abbandonato la propria casa, divenendo rifugiati interni o dirigendosi verso gli Stati vicini. Uganda ed Etiopia sono i paesi maggiormente coinvolti dall’arrivo dei rifugiati, dove Medici con l’Africa Cuamm porta avanti progetti di assistenza sanitaria specifici, ma anche Sudan, Kenya e Repubblica Centrafricana sono coinvolti nei flussi di persone.

Secondo i dati UNHCR, a dicembre 2017 ammontavano a quasi 2,5 milioni le
persone che avevano lasciato il Sud Sudan: oltre 1 milione di questi è ospitato
oggi nel nord dell’Uganda, nella regione del West Nile, mentre 417.000 persone
si sono rifugiate nei campi della regione di Gambella, nell’ovest dell’Etiopia. In
queste aree, oltre che all’interno del Sud Sudan, Medici con l’Africa Cuamm è presente
per offrire assistenza sanitaria alla popolazione rifugiata, ma anche a quella
residente.

«”Open the gate”, è la politica delle porte aperte e dell’accoglienza fatta propria
dall’Uganda – spiega don Dante Carraro, direttore del Cuamm, in questi giorni
rientrato da una missione di supervisione nel paese – e lì, nel West Nile, una regione
estremamente povera e già svantaggiata rispetto al resto dell’Uganda, una popolazione di 2.180.000 persone sta accogliendo 1 milione di rifugiati, in
maniera pacifica. Mi sono trovato di fronte all’Africa che aiuta l’Africa,
impegnata a dare una casa a chi ha dovuto lasciare la propria. Ho visto un team di 40
giovani ugandesi, tra medici, ostetriche, nutrizionisti e amministrativi, impegnarsi
con entusiasmo in un progetto diffuso che vuole portare assistenza sanitaria in 257
strutture sanitarie, non solo per i rifugiati, ma per tutta la popolazione. Perché tutti
hanno bisogno di aiuto e non si può aiutare chi scappa dimenticando chi
accoglie».

Cuamm lo ha visto anche in Etiopia – continua don Dante Carraro – dove nell’ultimo
anno, nella regione di Gambella, sono sorti campi rifugiati grandi come città,
cresciuti in fretta, eguagliando e superando il numero della popolazione locale. Non si
può rispondere ai bisogni sanitari dei rifugiati senza pensare anche alla
popolazione residente: per questo dallo scorso anno siamo intervenuti nell’ospedale
regionale di Gambella, su richiesta delle autorità etiopi, oltre che nel campo rifugiati di
Nguenyyiel, che nel 2017 in pochi mesi, da uno dei tanti campi rifugiati, con le sue
82.900 persone è diventato il più grande della regione, più popoloso anche della
città capoluogo.

L’INTERVENTO IN SUD SUDAN PER I RIFUGIATI
Nella situazione di estrema incertezza che causa la fuga di migliaia di persone, Medici
con l’Africa Cuamm non ha mai abbandonato il Sud Sudan, per cercare di migliorare
l’accesso ai servizi sanitari e quindi di rispondere ad uno dei bisogni principali che
possono spingere una famiglia a spostarsi. Nel 2018 conferma la propria presenza in
siti noti per essere punti di accoglienza di sfollati interni:
– Nyal, in Panyijar County (ex Unity State), che attrae gente in fuga dagli scontri
in corso nei territori più a Nord. L’impegno è per offrire cure di base ai nuclei di
sfollati che si riparano sulle isole del territorio paludoso del Nilo.
– Mingkamen, in Awerial County (ex Lakes State), sito in cui si sono trasferite in
pianta ormai stabile diverse famiglie da Jongley, dopo lo scoppio della guerra nel
2013, e che continua ad accogliere nuovi arrivi. Qui il Cuamm gestisce un centro
sanitario che garantisce servizi sanitari e nutrizionali e nella prima metà del 2017 ha
risposto all’emergenza di colera, causata anche dal sovraffollamento di persone.
– Mundri east (ex Western Equatoria State), la cui popolazione è stata spesso
definita come “sfollata nella sua totalità”, per via dell'alta instabilità che fa sì che tutti prima o poi debbano abbandonare la casa. Negli anni è rimasto sempre aperto e
funzionante l’ospedale di Lui, diversamente dalle altre strutture che hanno
lavorato a intermittenza a causa dell’instabilità della regione. L’ospedale è un punto di riferimento per la popolazione, che continua a vivere nella zona, potendovi trovare
assistenza sanitaria in caso di bisogno.

L’INTERVENTO IN UGANDA PER I RIFUGIATI
A fianco dei progetti sviluppati nel resto del Paese, da agosto 2017 Medici con l’Africa
Cuamm ha iniziato un nuovo intervento di rafforzamento del sistema sanitario della
regione del West Nile e del distretto di Kiryandongo, per garantire assistenza
alimentare e sanitaria alle mamme e ai bambini della zona, sia tra la
popolazione residente, sia tra i rifugiati del Sud Sudan.

Sei i distretti coinvolti, con un team di 40 persone impegnate nel potenziamento delle
capacità del personale già presente in una rete di 257 strutture sanitarie. L’obiettivo
è di migliorare la qualità dei servizi sanitari a cui accede una popolazione di
2.180.000 ugandesi e oltre 1.000.000 di rifugiati, distribuiti in 19 campi
rifugiati, tra cui quello di Bidi Bidi (che ospita 280.000 persone, il più grande
dell’Africa) e quello di Moyo (180.000 persone).

L’INTERVENTO IN ETIOPIA PER I RIFUGIATI
L’arrivo di rifugiati dal Sud Sudan in Etiopia nell’ultimo anno ha fatto raddoppiare la
popolazione della regione di Gambella. Alla popolazione locale residente di
420.000 persone, infatti, si sono aggiunti oltre 417.000 rifugiati, che vivono in diversi
campi. Medici con l’Africa Cuamm da agosto 2017 opera nel campo di Nguenyyiel, che è arrivato ad ospitare oltre 82.900 persone, diventando il più popoloso della regione.
Lì è stato allestito un centro di salute per assicurare le cure di base ai rifugiati, con
particolare attenzione all’assistenza al parto e alla salute dei bambini.
La regione di Gambella, pur facendosi carico dell’accoglienza di quasi tutti i rifugiati
che dal Sud Sudan arrivano in Etiopia, è una delle più svantaggiate del paese, con
servizi sanitari che già prima dell’emergenza richiedevano un netto miglioramento. Per
questo, per evitare il peggioramento ulteriore della vita delle persone, Medici
con l’Africa Cuamm interviene anche nell’ospedale regionale di Gambella e in
quattro centri di salute, ristrutturando il reparto di salute materno-infantile
dell’ospedale insieme alla sala parto e all’unità neonatale, rifornendo di
attrezzature e formando il personale locale”.

MEDICI CON L’AFRICA CUAMM
Nata nel 1950, Medici con l’Africa Cuamm è la prima Ong in campo sanitario riconosciuta in Italia e la più grande organizzazione italiana per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane. Realizza progetti a lungo termine in un’ottica di sviluppo, intervenendo con questo approccio, anche in situazioni di emergenza, per garantire servizi di qualità accessibili a tutti. Oggi Medici con l’Africa Cuamm è impegnato in 7 paesi dell’Africa sub-Sahariana (Angola, Etiopia, Mozambico, Sierra Leone, Sud Sudan, Tanzania, Uganda) con oltre 1.600 operatori sia europei che africani; appoggia 19 ospedali, 45 distretti (per attività di sanità pubblica, assistenza materno-infantile, lotta all’Aids, tubercolosi e malaria, formazione), 3 scuole
infermieri e 1 università (in Mozambico). (@OnuItalia)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts

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