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A Roma la Conferenza nazionale della cooperazione. Migrazioni, ambiente, lavoro, riparte l’impegno

Cooperazione

(di Maria Novella Topi)
ROMA, 24 GENNAIO – La Cooperazione italiana ha compiuto un’inversione di tendenza e ora viaggia con maggiore vigore e con più risorse verso paesi, mercati e popolazioni globalizzati. Dalla percezione che investire in cooperazione internazionale fosse un lusso che un paese in affanno come l’Italia non poteva permettersi, si è giunti alla considerazione che l’apertura verso l’esterno e l’impegno per uno sviluppo economico e una globalizzazione più equi, per la difesa dei diritti umani e la lotta al cambiamento climatico, siano capisaldi imprescindibili di una politica nazionale ed europea.aperto COOPERA, la Conferenza Nazionale della Cooperazione allo Sviluppo, organizzata dalla Farnesina e dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo - che per due giorni discuterà a Roma con giovani, esperti, imprese, testimonial e ospiti del mondo della cultura - hanno tutti dato atto del grande salto di qualità compiuto negli ultimi anni.
Gli interventi che oggi hanno aperto COOPERA, la Conferenza Nazionale della Cooperazione allo Sviluppo, organizzata dalla Farnesina e dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo – che per due giorni discuterà a Roma con giovani, esperti, imprese, testimonial e ospiti del mondo della cultura – hanno tutti dato atto del grande salto di qualità compiuto negli ultimi anni.
”Gli ultimi quattro anni hanno visto un grande slancio della cooperazione – ha sottolineato il ministro degli Esteri Angelino Alfano – da fanalino di coda tra i Paesi più avanzati per percentuale di reddito nazionale destinato allo sviluppo, l’Italia è tornata ad assumere un ruolo di primo piano, diventando il quarto donatore del G7, raggiungendo lo 0,27% in percentuale di aiuto allo sviluppo (circa 4,5 miliardi all’anno) e raddoppiando le risorse rispetto al 2014. Nel 2017 abbiamo destinato alle emergenze umanitarie quasi 120 milioni di euro, il 20% in più rispetto al 2016 – ha aggiunto il titolare della Farnesina – Da parte sua l’Agenzia della Cooperazione, che ha iniziato a operare nel gennaio del 2016, ha destinato ad associazioni e organizzazioni della società civile 65 milioni nel 2016 e 95 nel 2017 ed è stata in prima linea nella sfida del cambiamento climatico: oltre 130 milioni nel 2017 sono andati a progetti in questo ambito e per la tutela della biodiversità”.
E se il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti ha sottolineato proprio i progetti nati in questi anni su acqua ed energie rinnovabili, ha anche voluto citare – tra i pericoli della perdita della biodiversità – la questione delle piccole isole del Pacifico con cui l’Italia ha stretto rapporti di collaborazione (Cop23 Unfccc) , e ancora Cuba, l’Africa e alcuni paesi del Mediterraneo. Cooperazione
Un’attenzione speciale avrà CoOPERA per le questioni del lavoro dei giovani, delle migrazioni, dello sviluppo economico sia dei paesi che della cooperazione beneficiano, sia dei paesi come l’Italia (e l’Europa nel suo complesso) che si stanno aprendo all’esterno. Un concetto sottolineato con forza e passione dal ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, secondo il quale l’impegno dell’Italia sta conoscendo un impulso senza precedenti, in termini di investimenti e di export. Per Calenda si è finalmente compreso che l’investimento nella Cooperazione internazionale è un asse portante della nostra economia, e non solo è ”giusto, ma è anche un ottimo rimedio ad una dimensione fin qui poco internazionale”. I dati lo confermano: l’Italia è, quanto a percentuale sul PIL, al livello della Germania e molto più avanti della Francia. Ma non solo: per Calenda c’è un binomio fortemente negativo da

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Carlo Calenda

combattere: ”Protezionismo (vedi l’attuale politica Usa) e nazionalismo, mentre la chiave è, soprattutto per l’Europa, l’attuazione della dimensione esterna, perché con la globalizzazione, non è più possibile progettare strategie meramente nazionali”. L’Italia poi non è solo, afferma il ministro ”moda, design e cibo: il Dna italiano è nella meccanica, noi siano il paese della meccanica e della competenza artigiana e manifatturiera ed è quello che dobbiamo trasferire attraverso la cooperazione paesi che ne sono privi, nel rispetto dei diritti dei lavoratori”.

Ma l’Italia ha eccellenza anche nella sua concezione dell’istruzione: il commissario europeo alla Sviluppo, Nevan Mimica, ha elogiato la ”partnership italiana globale sull’educazione, l’impegno ad investire sull’istruzione dei giovani, anche se non va dimenticato l’approccio equilibrato al tema dell’immigrazione, l’attenzione a quello del lavoro giovanile, l’impulso dato dalle donne in tutti i campi e in particolare sul tema dello sviluppo sostenibile”. ”Lavoriamo con l’Italia in 35 paesi – ha aggiunto Mimica – in tutti i continenti, perseguendo l’obiettivo ambizioso di strappare sempre più territori alla povertà e di non lasciare indietro nessuno. Le istituzioni finanziarie italiane, come ad esempio la Cassa Depositi e Prestiti, servono questi progetti egregiamente e l’Italia , soprattutto con la presidenza del G7 dello scorso anno, si è rivelata un partner fondamentale”.

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Andrea Riccardi

Il fondatore della Comunità di Sant’Egidio e attuale presidente della società Dante Alighieri. Andrea Riccardi,  ha ripreso il discorso da dove era cominciato: ”nel 2012 i fondi della Cooperazione, nel silenzio della politica, erano diventati un bancomat nazionale, nella visione trita che si trattasse di un lusso che l’Italia non poteva permettersi… Poi c’è stata l’inversione di tendenza nella convinzione che un’Italia che non coopera è un’Italia che declina, che si impoverisce”.
Tutto allora si è rimesso in movimento:’ ”Nuovi investimenti, l’apertura di molte ambasciate in Africa, la convinzione che esiste un’interdipendenza nei destini dei paesi, che la questione migratoria ad esempio non può essere separata da come vanno le cose nel sud del mondo”. I governi, ma anche le ong e le onlus che questo lavoro fanno da sempre – in ogni settore, dalla sanità all’istruzione, dal cinema all’agricoltura – si sono rimboccati e le maniche e si sono rimessi al lavoro, con la certezza, ha sottolineato con forza Riccardi, riferendosi alle polemiche dell’autunno scorso, ”che chi salva vite umane è degno di rispetto e non di sospetto”.

(@novellatop, 24 gennaio 2018)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts