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Corridoi umanitari: 30 profughi siriani a Fiumicino, 13 sono bambini

ROMA, 30 GENNAIO – Ci sono 13 bambini tra i 30 profughi siriani arrivati oggi a Fiumicino via Beirut grazie al primo “corridoio umanitario” del 2018. Alcuni di loro avevano bisogno di cure urgenti in Libano: due sono stati ricoverati all’ospedale Bambino Gesù.

I profughi arrivavano Homs, Damasco, Aleppo. Vivevano nei campi profughi in Libano, in baracche di fortuna.  Si tratta del primo gruppo del contingente di 1.000 previsto dal secondo protocollo protocollo rinnovato lo scorso 7 novembre per il biennio 2018/19 tra la Comunità di Sant’Egidio, la Federazione delle Chiese Evangeliche d’Italia e il governo italiano. Grazie al primo protocollo dal 2016, infatti, sono arrivati per questa via sicura e legale, “senza finire nelle mani dei trafficanti di esseri umani” e rischiare la vita in mare, già un migliaio di persone. Il progetto è diventato un modello per l’Europa, tant’è che è stato lanciato anche in Francia e in Belgio.

Proprio ieri, da Beirut, altri 40 siriani sono arrivati Parigi. Dopo lo sbarco dal volo di linea Alitalia, i 30 profughi sono stati accolti a Fiumicino dal viceministro degli esteri Mario Giro, dal sottosegretario agli esteri Vincenzo Amendola, dal presidente della Comunità di Sant’Egidio Marco Impagliazzo, dal presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, Luca Maria Negro, e da rappresentanti del ministero dell’Interno.

“E’ la bella politica che si occupa dei problemi e del bene comune delle persone – ha detto Impagliazzo – in questo caso, della protezione umanitaria e di persone che fuggono dal freddo delle baracche e dalla guerra che, dobbiamo ricordare, in Siria ancora c’è, non è finita: se ne parla molto di meno ma queste persone vivono in campi profughi in Libano in stato di grande difficoltà”. Secondo Giro, i Corridoi Umanitari “sono un modello che funziona bene, nato da un’idea e dalla volontà di rispondere, in maniera ragionevole ed efficace, al dramma della guerra”, mentre Amendola ha parlato dell'”emozione più bella, dopo due anni al Ministero degli Esteri”.

Il Viceministro ha osservato che il progetto umanitario ecumenico sta diventando  un ‘brand’ ricopiato da altri “ed anche il nostro Governo lo ha adottato per la Libia. E’ una risposta che ci dimostra che, tra esseri umani, non c’è differenza. Molti, per fuggire dalla sofferenza e dalla guerra, sono morti in mare o nel deserto: chi oggi è qui lo è anche nel nome di chi non c’è più”. (@OnuItalia)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts

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