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UNICEF: 800mila bambini in fuga, nel Congo orientale una delle più gravi crisi umanitarie al mondo

Congo

SUD KIVU, 30 GENNAIO – L’Unicef non cessa di lanciare l’allarme sulle situazioni più a rischio nel mondo per l’infanzia e pone l’accetto in particolare su quanto avviene nel Congo orientale. Secondo l’agenzia dell’Onu,  almeno 1,3 milioni di persone, fra cui oltre 800.000 bambini, sono sfollati a causa di violenze inter-etniche e degli scontri fra esercito regolare e gruppi armati nelle province di Tanganika e nel Sud Kivu , all’estremo orientale della Repubblica Democratica del Congo.  Quella che si verifica oggi nel paese africano, afferma UNICEF, è una delle più gravi crisi umanitarie al mondo per numero di bambini sfollati.

”I bambini del Congo orientale continuano a subire devastanti conseguenze a causa delle ondate di violenza che destabilizzano la regione – afferma Tajudeen Oyewale, membro dell’UNICEF nella Repubblica Democratica del Congo – Centinaia di migliaia di bambini in quest’area non hanno più alcuna forma di assistenza sanitaria e di istruzione, mentre molti di loro hanno subito atrocità per mano dei combattenti. La situazione di questi bambini è semplicemente tragica, e la pace sembra ancora lontana”.  Tra loro non mancano vittime di abusi sessuali e di arruolamenti forzati. L’UNICEF e le organizzazioni partner hanno identificato almeno 800 casi di stupro, ma la portata reale del fenomeno è probabilmente molto più vasta. E dati recenti evidenziano che sono oltre 3.000 i bambini reclutati dalle milizie e dai gruppi armati solamente nel 2017.congo

L’UNICEF esprime inoltre profonda preoccupazione per l’impatto che i combattimenti hanno avuto sulla salute e sullo stato nutrizionale dell’infanzia congolese. Molti centri sanitari non sono più operativi e il rischio di insicurezza alimentare è acuito dal fatto che le ostilità hanno impedito a molti contadini di coltivare la propria terra. La possibilità che migliaia di bambini possano soffrire di malnutrizione a causa della mancanza di cibo è estremamente concreta. A queste circostanze si aggiungono le epidemie in corso sia nel Sud Kivu che nel Tangyanika: nelle due province, nel 2017, sono stati registrati ben 18.250 casi di sospetto colera, il doppio rispetto all’anno precedente, e 18.000 casi di morbillo.

Nel quadro del suo programma di risposta alla crisi umanitaria nel Tanganyika nel Sud Kivu, l’UNICEF sta fornendo aiuti alla popolazione sfollata, come: vaccinazioni contro il morbillo, prevenzione e cura del colera, assistenza alimentare, distribuzione di materiali scolastici e formazione di insegnanti all’educazione alla pace, protezione, cura e sostegno psicologico per i bambini colpiti da violenza, feriti, orfani o separati dai genitori. L’UNICEF continua a chiedere a tutte le parti in conflitto di garantire pieno accesso umanitario alla popolazione che ha urgente bisogno di assistenza. Per portare aiuto ai bambini nelle due province del Congo nei prossimi 6 mesi, l’UNICEF ha stimato necessari nel suo appello umanitario 65 milioni di dollari.

(@novellatop, 30 gennaio 2017)

 

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts

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