Ultime notizie
Stampa Articolo Stampa Articolo

Fame: Fao chiede a donatori aiuti per 1,06 miliardi di dollari per sostenere 26 paesi

fame

ROMA, 9 febbraio – La FAO ha lanciato un appello ai donatori perchè aiutino 26 paesi a superare le crisi legate al clima e ai conflitti, che hanno fatto aumentare a livello mondiale il numero delle persone che soffrono la fame, dopo che per decenni era calato.  Per salvare vite e mezzi di sussistenza e affrontare la fame acuta in 26 paesi, la FAO chiede quindi 1,06 miliardi di dollari.
Con il sostegno dei donatori, la FAO spera di raggiungere più di 30 milioni di persone che si affidano all’agricoltura per il proprio sostentamento, attraverso una serie di interventi che cercano di ripristinare rapidamente la produzione alimentare locale e migliorare la nutrizione. Tra questi, ad esempio, la fornitura di sementi, di attrezzi e di altri strumenti per l’agricoltura, la salvaguardia del bestiame attraverso l’assistenza veterinaria salvavita, l’organizzazione di corsi di formazione per migliorare la produzione, la gestione delle risorse idriche e del terreno, e trasferimenti di denaro contante alle famiglie per poter accedere immediatamente al cibo. fame
L’aumento dei bisogni umanitari è in gran parte il risultato della persistenza, dell’intensificazione e della diffusione della violenza e dei conflitti, i cui effetti sono spesso amplificati e aggravati dagli shock legati al clima.
“La realtà è che mentre le vite di milioni di persone sono state salvate grazie a una rapida risposta umanitaria nel 2017, milioni di altre persone rimangono ancora sull’orlo della fame”, ha dichiarato Dominique Burgeon, direttore della Divisione emergenze e riabilitazione della FAO e leader del Programma strategico della FAO sulla Resilienza.  “Mantenere la produzione alimentare e ricostruire l’agricoltura è fondamentale per prevenire la perdita di vite umane a causa della fame acuta e per fornire un percorso verso la capacità di risposta nel mezzo di crisi umanitarie”.

“Questo è il motivo per cui la FAO si concentra sulla trasformazione della vulnerabilità in resilienza – in modo che quando succede qualcosa di grave le famiglie siano meglio in grado di farvi fronte e alimentarsi, le persone non devono svendere i propri beni o fuggire e le comunità possano ricostruire più rapidamente dopo che la crisi passa”, ha aggiunto.
L’appello umanitario della FAO nel 2018 si concentra sull’assistenza alle persone colpite da crisi e vulnerabili in 26 dei paesi più esposti all’insicurezza alimentare.

Tra questi vi sono lo Yemen, il paese con il maggior numero complessivo di persone in condizioni di insicurezza alimentare acuta, qui l’Organizzazione intende raggiungere 5,7 milioni di persone. Nella Repubblica democratica del Congo la FAO prevede di assistere quasi 2,8 milioni di persone. Nel Sud Sudan, 3,9 milioni di persone beneficeranno del supporto di sussistenza di emergenza. In Siria, dove tre quarti delle famiglie rurali continuano a produrre il proprio cibo, la FAO fornirà a 2,3 milioni di persone i mezzi per farlo. E in Somalia, l’Organizzazione assisterà 2,7 milioni di persone che affrontano una situazione di fame acuta. fame

L’ultimo rapporto delle Nazioni Unite sulla fame globale ha rilevato che, dopo anni di costante declino, il numero dei malnutriti è ancora una volta in aumento e ora ammonta al preoccupante numero di 815 milioni di persone.
I conflitti in corso in Iraq, in Sud Sudan, in Siria e in Yemen, e in altre zone, come pure i nuovi episodi di violenza nella Repubblica Centrafricana, nella Repubblica Democratica del Congo e in Myanmar, hanno svolto un ruolo importante nel far aumentare la fame. Nei Caraibi, gli uragani Irma e Maria hanno lasciato vite – e mezzi di sostentamento – a brandelli, mentre nel Corno d’Africa l’attuale siccità ha inciso pesantemente. In tutta l’Africa, il parassita Spodoptera frugiperda, sta minacciando le coltivazioni di milioni di agricoltori.
L’anno scorso tendenze scoraggianti come queste hanno portato alla carestia – che ha causato numerose morti da fame acuta – in alcune parti del Sud Sudan, ed emergono come un rischio reale in altri tre Paesi: lo Yemen, la Siria e la Nigeria settentrionale.
La carestia era stata contenuta nel Sud Sudan e scongiurata negli altri tre paesi a rischio, grazie a una risposta massiccia da parte della comunità umanitaria su più fronti – tra cui l’ampio sostegno su larga scala alle comunità agricole e pastorali che ha svolto un ruolo chiave nell’evitare lo scenario peggiore. fame

Punti salienti degli interventi della FAO intrapresi nell’ambito di questo sforzo congiunto:

  • Fornitura di sementi, attrezzature, fertilizzanti e formazione che ha consentito a circa sei milioni di persone in Nigeria, Somalia, Sud Sudan e Yemen di piantare e raccogliere colture.
  • 43 milioni di animali negli stessi quattro paesi – principalmente bovini, capre e cammelli – hanno ricevuto cure veterinarie, mangimi e acqua grazie alla FAO, permettendo a milioni di pastori e di famiglie dipendenti dal bestiame di nutrirsi e rimanere autosufficienti.
  • Circa 2 milioni di famiglie povere e vulnerabili hanno beneficiato dei trasferimenti di denaro della FAO (con un totale di 42 milioni di dollari in totale). Questi pagamenti hanno aiutato le persone a evitare di vendere semi, animali o altri beni domestici per acquistare cibo che hanno dato tempo e spazio per riprendere la propria produzione agricola.
  • (@novellatop, 9 febbraio 2018)

 

The following two tabs change content below.

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

Stampa Articolo Stampa Articolo
About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts

Leave a comment

Your email address will not be published.


*