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Siria

Le armi chimiche della Siria a bordo della nave danese Ark Futura transiteranno nel porto calabrese di Gioia Tauro per il trasbordo sulla americana Cape Ray. Dopo le prime indicazioni  dell’Ansa, lo ha  confermato Emma Bonino alle Commissione congiunte di Esteri e Difesa nel corso di un’audizione con il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi, e il direttore generale dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac), Ambasciatore Ahmet Uzumcu.italian-port-of-gioia

Trasbordo armi chimiche avverrà al massimo entro metà febbraio

Il trasbordo delle armi chimiche avverrà tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio, ha spiegato l’Ambasciatore Uzumcu, ma, “in ogni caso, entro la prima metà di febbraio”, mentre, la distruzione degli agenti tossici avrà luogo “nei successivi due mesi”. L’Opac, ha detto il suo direttore, resta fiduciosa che la data del 30 giugno per l’eliminazione totale degli arsenali chimici di Damasco possa essere rispettata . Sui tempi dell’operazione è intervenuta anche la titolare della Farnesina. “Ad oggi solo una parte dei container di armi chimiche siriane è stata caricata sulla nave danese” che dovrà portarle in Italia. “Tutto il resto deve ancora arrivare” al porto di Latakia per essere imbarcato, ha spiegato Emma Bonino.

Bonino, non ci sarà ne stoccaggio né passaggio a terra di armi siriane

Secondo la ministro degli Esteri, si tratta della “più importante operazione di disarmo negli ultimi dieci anni, più importante di quella che sta avvenendo in Libia” precisando che nella decisione di quale porto italiano scegliere per il trasbordo delle armi chimiche della Siria sono stati consultati anche l’Istituto per la protezione e la ricerca ambientale, il ministro dell’Interno e della Difesa oltre a quello dei Trasporti”. La titolare della Farnesina ha poi precisato le garanzie di sicurezza che caratterizzano il trasbordo del materiale nel porto calabrese. “Non ci sarà né stoccaggio né passaggio a terra se non da banchina a banchina”. Lupi ha a sua volta indicato che il trasbordo avverrà “a nave a nave, mediante la movimentazione di 60 container con appositi rotabili e quindi “senza lo stoccaggio” dei container a terra.

Opac a Italia, grazie per generoso contributo a distruzione arsenale chimico siriano

Il direttore dellOpac Uzumcu ha ingraziato pubblicamente l’Italia “per il suo generoso contributo, fornito mettendo a disposizione un porto italiano. L’Ambasciatore ha poi dato ulteriori informazioni sulle operazioni di trasbordo. “Ispettori dell’Opac saranno a bordo della nave americana Cape Ray”, che dovrà distruggere in acque internazionali gli agenti chimici dell’arsenale di Damasco, ha spiegato Uzumcu, assicurando come l’operazione in Italia sia “singola, non si ripeterà”. L’Italia – ha ancora sottolineato il Direttore Generale – ha fornito 3 milioni di euro al Trust Fund dell’Opac per la distruzione dell’arsenale chimico siriano mentre il nostro Paese aveva già messo a disposizione un aereo militare per il trasporto dei primi ispettori dell’Organizzazione in Siria dopo gli attacchi chimici di agosto.

Opac, non sappiamo se altre armi chimiche in Siria, Damasco non è in grado più di produrle

Sull’eventuale presenza di ulteriori armi chimiche in Siria, Uzumcu ha ammesso come l’Opac non “sappia se ci siano ancora armi chimiche nascoste” sul territorio. “Dal primo novembre scorso – ha però assicurato – la Siria non è più in grado di produrne. Siamo soddisfatti della collaborazione di Damasco, sono stati costruttivi e aperti”. La prima tranche a bordo della Ark Futura e’ la piu’ pericolosa, degli arsenali di Bashar al Assad. L’Italia aveva offerto la sua disponibilità per aiutare il processo di smaltimento delle armi chimiche della Siria in dicembre, mentre il 18 dicembre la Bonino aveva auspicato l’assenza di polemiche “a fronte degli impegni internazionali che il paese si deve assumere”. Nei giorni scorsi sui media internazionali erano emerse resistenze di altri comuni italiani che avrebbero potuto essere prescelti per il trasbordo. “Abbiamo sventato un delitto contro la Sardegna. Questo risultato e’ figlio di una ribellione di popolo e istituzioni”, ha commentato dopo l’annuncio su Gioia Tauro il presidente della Regione Ugo Cappellacci.

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