20 anni Convenzione di Palermo: Sereni, omaggio a Falcone, eroi lotta al crimine

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VIENNA/ROMA, 12 OTTOBRE – La Vice Ministra degli Esteri Marina Sereni ha aperto oggi, insieme alla Direttrice esecutiva di UNODOC Ghada Waly, i lavori in videoconferenza dell’evento per il ventennale della Convenzione di Palermo promosso dall’Italia insieme all’Ufficio delle Nazioni Unite per la lotta alla Droga e al Crimine (UNODC).

“A quasi 20 anni dalla firma di questo importantissima Convenzione – ha dichiarato Sereni – ricordiamo che essa prese avvio dopo il brutale assassinio del giudice Giovanni Falcone da parte della mafia. Falcone fu tra i primi a comprendere la necessità di un trattato internazionale contro la criminalità organizzata, era uno dei suoi sogni. Anche per questo, mentre celebriamo l’anniversario della Convenzione, vogliamo rendergli omaggio”.

Alla riunione ha partecipato anche il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede: “Anche nei momenti di grande difficoltà come quello che tutto il mondo sta vivendo, dobbiamo continuare ad essere uniti nella lotta alla criminalità organizzata”. L’Italia – ha detto Bonafede – ha dato e vuole continuare a dare un significativo contributo ai collaudati meccanismi della convenzione, con la consapevolezza che essa rappresenta e resterà un presidio fondamentale nella
lotta alla criminalità organizzata di tipo mafioso”. L’evento ha visto anche la partecipazione del capo della polizia Franco Gabrielli: “La Convenzione rappresenta la cornice giuridica più ampia e lo strumento più attuale ed importante per la cooperazione di polizia” in un contesto dove il crimine organizzato è “pericolosamente presente a livello globale”.

La Untoc, nota anche come convenzione di Palermo, è stata
firmata nel dicembre 2000, è entrata in vigore nel 2003 e costituisce il primo trattato giuridicamente vincolante che le Nazioni Unite abbiano mai promosso nell’ambito della lotta contro il crimine con l’obiettivo di superare la prospettiva meramente nazionale del contrasto di quei reati transnazionali che, per la loro gravità, richiedono invece un approccio globale. Gabrielli nel suo intervento ha ricordato l’importanza
della formazione con l’istituzione, in Italia, di una “scuola
che, solo negli ultimi cinque anni, ha organizzato più di 40
corsi, con 600 partecipanti stranieri di 120 Paesi dei vari
continenti, per condividere le migliori prassi e le esperienze
nella prevenzione e nella repressione dei fenomeni criminali”.

Oggi tutti i Paesi – ha detto la Vice Ministra Sereni – devono affrontare le sfide della criminalità organizzata e siamo consapevoli che l’unico modo per farlo efficacemente è agire insieme. Negli ultimi anni, il crimine è diventato sempre più transnazionale, perfezionando le sue tecniche, spostando illegalmente capitali e risorse oltre le frontiere e trafficando beni ed esseri umani. Ha sfruttato le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e ha sviluppato nuovi canali, quali la criminalità ambientale e quella informatica. Senza dimenticare che ora sta cercando di sfruttare le nostre vulnerabilità a seguito della pandemia di Covid-19”. Sereni ha concluso esprimendo la sua stima e gratitudine agli eroi di questa battaglia: “Giudici, poliziotti, esperti della sicurezza e dell’intelligence, ma anche tanti attori della società civile che, con il loro lavoro cruciale, ci permettono di celebrare oggi tanti risultati positivi”. (@OnuItalia)