50 anni Carabinieri TPC: Mattarella inaugura mostra “L’arte di salvare l’arte”

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ROMA, 3 MAGGIO – Si intitola “L’arte di salvare l’arte” ed e’ dedicata a un fiore all’occhiello dell’Italia impegnata in difesa dell’eredita’ culturale del paese e dell’umanita’. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inaugurato al Palazzo del Quirinale la mostra organizzata in occasione del 50esimo anniversario
dell’istituzione del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, un reparto specializzato dell’Arma istituito per contrastare i crimini a danno al patrimonio storico artistico in Italia in prima battuta e successivamente nel mondo. L’Italia fu la prima nazione a dotarsi di un organismo di polizia specializzato in questo settore.

L’esposizione, allestita nella Palazzina Gregoriana e curata dal Prof. Francesco Buranelli, raccoglie alcuni dei più significativi beni culturali recuperati dal Comando dei Carabinieri in mezzo secolo di attività investigativa, accanto a opere restituite al patrimonio artistico nazionale grazie all’azione messa in atto di concerto con il Ministero per i beni e le attività culturali. Erano presenti all’inaugurazione il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Alberto Bonisoli, il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Giovanni Nistri, e il Comandante del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, Fabrizio Parrulli.

La lettera di Cristoforo Colombo del 1493 vicino al trapezophoros della fine del IV secolo a.C., il giardiniere di Van Gogh e Le Cabanon de Jourdan di Paul Cézanne
accanto alla Visione di San Gregorio taumaturgo del Guercino del 1630. Ci sono
tesori che appartengono all’umanità intera tra le opere esposte nella mostra aperta fino al 14 luglio. I 109 pezzi spaziano dall’archeologia all’arte del ‘900, a riprova del lavoro quotidiano che, dal 3 maggio 1969, giorno della fondazione del reparto, gli uomini del Comando TPC (oggi 300 in tutto, dislocati nell’intero territorio nazionale) svolgono al servizio dell’identità’ culturale italiana.

Emozionante l’ultima sezione, che rivolge lo sguardo al futuro, ma anche verso quelle opere che mancano all’appello: capolavori ancora dispersi come la Natività di Caravaggio sottratta a Palermo o il Bambinello dell’Ara Coeli di Roma che
costituiscono una ferita aperta per l’Arma e su cui l’attenzione è tuttora altissima.

“I capi del 1969 furono dei precursori perché ebbero l’intuizione di creare questo reparto specializzato un anno prima della raccomandazione dell’Unesco”, spiega il Generale di Brigata Parrulli. “Speriamo che la proposta di legge per inasprire le pene per il furto d’arte vada in porto così potremo avere maggiori strumenti”. (ANSA).