Agribusiness: boom di candidature a premio di Unido e Future Food Institute

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Foto di Sasin Tipchai da Pixabay

ROMA, 10 APRILE – Oltre 440 candidature sono giunte per la terza edizione del Premio internazionale ”Idee Innovative e Tecnologie per l’Agribusiness” per i paesi in via di sviluppo, organizzato da UNIDO ITPO Italy, l’Ufficio italiano per la Promozione Tecnologica e degli Investimenti dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale. Quest’anno per la prima volta il premio ha visto la collaborazione con il Future Food Institute, l’ecosistema internazionale  nato a Bologna e già presente in tutto il mondo, dalla Silicon Valley al Giappone.
Lanciato lo scorso febbraio, in poco meno di due mesi, il concorso ha raccolto un boom di candidature, incrementando in modo significativo il già alto numero di proposte delle scorse edizioni, e soprattutto ha registrato un ampliamento del bacino dei Paesi partecipanti, coinvolgendo oltre 100 Nazioni dai 5 continenti.
”Siamo molto soddisfatti di questo importante risultato, davvero oltre ogni aspettativa. Abbiamo ulteriormente rafforzato il nostro network globale e consolidato il posizionamento del nostro ufficio sul tema agritech a beneficio dei paesi in via di sviluppo. Proprio da Africa, Asia e America Latina provengono infatti oltre 3/4 dei progetti ricevuti, a testimonianza di una sempre maggiore valorizzazione del ruolo giocato dai paesi in via di sviluppo sui temi dell’agribusiness, motore di crescita per queste economie” ha commentato Diana Battaggia, direttrice di UNIDO ITPO Italy, ufficio dell’Onu da sempre impegnato sul trasferimento tecnologico e la promozione degli investimenti sostenibili a beneficio dei paesi in via di sviluppo.

Partner per questa edizione del premio è il Future Food Institute, realtà che si occupa di promuovere l’innovazione nell’intera filiera agro-alimentare e il relativo impatto sulla salute dell’uomo e del Pianeta. ”Future Food Institute si conferma il partner ideale per contest internazionali focalizzati su innovazione e tecnologia – ha dichiarato Sara Roversi fondatrice del FFI – Siamo davvero orgogliosi di aver contribuito a questo record del premio UNIDO, che rappresenta un’ulteriore prova tangibile del successo della nostra collaborazione con l’Agenzia delle Nazioni Unite, fondata sull’impegno al raggiungimento degli SDGs dell’Agenda 2030, attraverso una serie di programmi di innovazione, promozione e diplomazia economica”.

Le candidature provengono da startup e imprese, ricercatori e università, centri ricerca e di trasferimento tecnologico, associazioni e ONG, innovatori e agro imprenditori provenienti da tutto il mondo, che hanno proposto tecnologie e soluzioni innovative e sostenibili da applicare ad agricoltura e agroindustria nei Paesi in via di sviluppo: dalla produzione alla lavorazione e conservazione degli alimenti, dalla logistica al consumo, dalla gestione responsabile delle eccedenze alle commistioni tra agricoltura, energia e ambiente.

Nella giuria di valutazione, che si sta riunendo in questi giorni per valutare i singoli progetti, vi sono esperti del panorama agricolo, imprenditoriale ed istituzionale, in rappresentanza, fra gli altri, del FFI, del CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche, di Azimut, di PRIMA – Partnership for Research and Innovation in the Mediterranean Area, e giovani talenti under 30 riconosciuti a livello mondiale.
I vincitori saranno individuati in diverse categorie, tra cui: donne, giovani, rapporto tra cibo e cambiamento climatico, biodiversità e disruptive innovation.

La cerimonia di premiazione si terrà il 15 maggio presso EXCO 2019 a Roma, in occasione della Prima fiera internazionale sulla cooperazione allo sviluppo, quest’anno in concomitanza con l’incontro annuale delle Agenzie per la Cooperazione allo Sviluppo degli Stati Membri dell’Unione Europea.

A beneficio dei vincitori saranno offerti servizi a supporto della promozione e valorizzazione delle proposte premiate oltre alla possibilità di sperimentare le proprie innovazioni nella Future Farm del Future Food Institute, i 60 ettari di terreno siti in Emilia Romagna dove si possono sperimentare progetti agribusiness, nonché la partecipazione a programmi di training e internazionalizzazione.

(@novellatop, 10 aprile  2019)