Al Congresso di Kyoto l’esperienza italiana nella lotta al crimine

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KYOTO,  8 MARZO – L’esperienza italiana nel contrasto della criminalita’, sia dal punto di vista della prevenzione che del processo della giustizia penale, e’ stato al centro degli interventi della seconda giornata del segmento ad alto livello del 14esimo Congresso dell’Onu in corso a Kyoto.

Parlando in videoconferenza da Roma, la Ministro della Giustizia Marta Cartabia ha puntato i riflettori sul trattamento appropriato dei prigionieri e le cosiddette “Mandela Rules”, gli standard minimi fissati dall’Onu per il trattamento dei prigionieri adottate nel 2015 per onorare la legacy del leader sudafricano Nelson Mandela che passo’ 27 anni in prigione nel corso della sua battaglia per i diritti umani globali, l’eguaglianza, la democrazia e la promozione di una cultura di pace. A Kyoto Cartabia ha detto che “il tempo passato in stato di detenzione non deve essere semplicemente un’attesa. Deve essere piuttosto un momento di cambiamento, mirato al reinserimento sociale del detenuto”. 

Il Procuratore Nazionale Anti-Mafia e Anti-Terrorismo, Federico Cafiero de Raho, ha a sua volta presentato l’esperienza italiana nella lotta al crimine organizzato affrontando in particolare la dimensione economica e sottolineando l’importanza della cooperazione internazionale anche a livello giudiziario.

Il Rappresentante Permanente italiano presso le Organizzazioni Internazionali di Vienna, Alessandro Cortese, ha presieduto la sessione. Approfittando della coincidenza con la Giornata Internazionale della Donna, Cortese ha invitato a raddoppiare gli sforzo per porre fine alle ingiustizia e alla violenza di cui restano spesso vittime donne e ragazze, ricordando che la Commissione Onu per la lotta al Crimine di cui e’ presidente e’ impegnata a integrare una prospettiva di genere nel sistema della giustizia penale e a promuovere l’empowerment delle donne.

Il Congresso dell’Onu rappresenta il consesso più importante e diversificato del mondo – riunendo decisori politici, esperti, universitari, organizzazioni governative e non, rappresentanti della società civile – nel campo della prevenzione del crimine e della giustizia penale. Inaugurato nel 1955, si tiene ogni cinque anni in diverse del mondo e su temi più vari. Si tratta di un forum per uno scambio di idee ed esperienze tra i vari stati, ma anche per l’identificazione di nuove tendenze nel crimine e delle politiche per affrontarle. Il 14/o congresso si sarebbe dovuto svolgere nell’aprile dello scorso anno ma a causa della pandemia di Covid è stato rinviato. (@OnuItalia) (@OnuItalia)