Ambiente: verso gli appuntamenti di settembre all’Onu, lanciata la ‘Clear Air Initiative’,

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Image by Steve Buissinne from Pixabay

ROMA, 29 LUGLIO – In autunno le Nazioni Unite ospiteranno il prossimo vertice sull’Ambiente e in vista dell’importante appuntamento, anche grazie ad una maggiore sensibilità collettiva al tema stimolato dalle manifestazioni giovanili di questi mesi, si moltiplicano le iniziative. In vista del prossimo vertice di azione per il clima del 2019, le Nazioni Unite, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (ONU per l’ambiente) e la Coalizione per il clima e l’aria pulita hanno annunciato la ‘Clean Air Initiative’, che invita i governi a impegnarsi a raggiungere una qualità dell’aria che sia sicura per i cittadini e ad allineare le politiche in materia di cambiamento climatico e inquinamento atmosferico entro il 2030.

Secondo l’OMS, ogni anno l’inquinamento atmosferico causa 7 milioni di morti premature, di cui 600.000 bambini, mentre per la Banca Mondiale, l’inquinamento atmosferico costa all’economia globale circa 5.11 trilioni di dollari in perdite di benessere, e nei 15 paesi con le più alte emissioni di gas serra, le conseguenze del fenomeno sulla salute sono stimate in oltre il 4% del PIL. Rispettare l’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, tuttavia, potrebbe salvare oltre 1 milione di vite all’anno entro il 2050 e produrre benefici per la salute per un valore stimato di 54.1 trilioni di dollari – circa il doppio dei costi di mitigazione – solo attraverso la riduzione dell’inquinamento atmosferico. E per rispettare gli accordi internazionali di Parigi, il coinvolgimento di compagnia private risulta indispensabile. A questo proposito, 28 importanti aziende con una capitalizzazione di 1.300 miliardi di dollari stanno rafforzando il loro impegno per contrastare i cambiamenti climatici”.

Da parte sua il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, intervenendo al segmento ministeriale dell’High-level Political Forum on Sustainable Development (Hlpf) che si è chiuso ieri all’Onu a New York, ha ricordato che ”Lo sviluppo non è sostenibile se non è equo e inclusivo e l’aumento delle disuguaglianze ostacola la crescita a lungo termine”. Guterres ha sottolineato che ”l’estrema povertà diminuisce, ma non abbastanza. Le disuguaglianze tra Paese e Paese restano a livelli allarmanti. La disoccupazione è calata a livello mondiale, ma i salari stagnano. E alcuni Paesi non sono sulla strada giusta per raggiungere l’eguaglianza tra i sessi entro il 2030. Dei risultati insufficienti dimostrano la necessità di dispiegare maggiori sforzi”.

Guterres ha poi invitato i leader del mondo ad approfittare dei summit Onu che si terranno a settembre ”per dare il via a un decennio di realizzazioni e azioni per le persone e il pianeta”. Il capo dell’Onu ha attirato l’attenzione della conferenza su Quattro conclusioni chiave per far progredire l’imperativo dell’inclusione, iniziando con il rivedere drasticamente il ridimensionamento degli investimenti negli Sdg come il nostro miglior strumento di prevenzione”.

Al secondo posto ha messo ”L‘azione globale sul clima, che deve essere promossa in modo da ridurre la disuguaglianza, passando anche a un’economia più verde che potrebbe creare 24 milioni di posti di lavoro a livello mondiale entro il 2030, salvaguardando gli 1,2 miliardi di posti di lavoro che dipendono da un ambiente stabile e salubre. Poi, dobbiamo intensificare l’attuazione del Global Compact per una migrazione sicura, ordinata e regolare, in quanto si tratta di persone il cui contributo allo sviluppo sostenibile, nei Paesi di origine e destinazione, è assolutamente fondamentale”.

Onu
Antonio Guterres

Il quarto punto è quello di ”non lasciare indietro nessuno e raggiungere gli obiettivi degli Sdg, che sono intrinsecamente legati ai diritti umani, alla diplomazia e alla prevenzione. E’ necessario – ha concluso – un impegno globale rafforzato per porre fine ai conflitti e alla creazione di profughi e affrontarne le cause profonde. Le conclusioni che emergono dal Forum sono radicate nella pressante necessità di affrontare l’Imperativo dell’inclusione e di fornirci importanti intuizioni mentre guardiamo avanti, a settembre”.