Architetto comasco de Pasquale porta all’ONU villaggi a stampa 3D per Africa

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Di Pasquale

NEW YORK, 27 APRILE – Se una ditta olandese propone di ricostruire Notre Dame con la stampa 3D, perche’ non pensare anche allo sviluppo di villaggi in Africa? Una rete auto-generativa per l’Africa centrale basata sull’ibrido di tecnologie di stampa 3D e artigianato locale e supportata dalle piattaforme digitali e’ il progetto presentato al Palazzo delle Nazioni Unite di New York dall’architetto comasco Joseph di Pasquale durante l’Infopoverty World Conference 2019 organizzato da Occam (Osservatorio delle comunicazioni digitali).

La proposta di de Pasquale e’ stata selezionata per la fase finale del concorso RESILIENT HOME CHALLENGE 2018 indetto dalla World Bank (www.buildacademy.com/resilienthomes/ ). L’iniziativa fa parte del quadro teorico chiamato “DIGITAL ARCHITECTURE REVOLUTION”, che JdP architects e OCCAM condividono come approccio al design, all’architettura e all’urbanistica che considera la rivoluzione digitale in corso come potenziale fattore chiave per bilanciare il “poverty global warning”, l’allarme globale sulla povertà che riduce drammaticamente la qualità della vita della maggior parte della popolazione mondiale anche nei paesi più sviluppati.

Secondo l’architetto comasco, la condivisione con gli utenti finali dei vantaggi e dei ricavi dell’applicazione di nuove tecnologie, come la digitalizzazione, la robotizzazione, la sensorizzazione e la tecnologia del grafene, è un obbligo morale e un dovere etico per ogni progettista nell’affrontare qualsiasi progetto di design, architettura e urbanistica ed è il cuore della “DIGITAL ARCHITECTURAL REVOLUTION”.

Secondo l’architetto comasco, “la concentrazione patologica della ricchezza riduce drammaticamente la qualità della vita della maggior parte della popolazione mondiale anche nei paesi più sviluppati. La condivisione con gli utenti finali dei vantaggi e dei ricavi dell’applicazione di nuove tecnologie, come la digitalizzazione, la robotizzazione, la sensorizzazione e la tecnologia del grafene, è un obbligo morale e un dovere etico per ogni progettista nell’affrontare qualsiasi progetto di design, architettura e urbanistica ed è il cuore della ‘Digital Architecture Revolution'”. (@OnuItalia)