INTERSOS lancia il suo ultimo report ‘Assistenza Legale nei Contesti Umanitari’

124

ROMA, 25 FEBBRAIO – L’Ong INTERSOS ha lanciato il suo ultimo rapporto dal titolo ”Assistenza legale nei contesti umanitari”. La ricerca si basa su anni di apprendimento nel campo dell’assistenza legale in Afghanistan, Camerun, Iraq, Giordania, Libano, Yemen e altri Paesi e sottolinea l’importanza che fornire servizi legali tra cui assistenza, sensibilizzazione, counselling e rappresentanza legale di individui e comunità ha nei contesti umanitari, quale strumento che permette di ridurre la sofferenza e assicurare protezione e tutela alle persone.
Milioni di persone forzatamente sfollate a causa di conflitti, disastri e altre calamità vivono in condizioni umanitarie ed economiche estremamente difficili, e affrontano sfide quotidiane per accedere al cibo, all’acqua, a soluzioni abitative, a servizi di protezione e tutela dei diritti, alla salute primaria e ad altri servizi essenziali. La pandemia di COVID-19 sta esacerbando queste difficoltà, aumentando la vulnerabilità delle persone sfollate e in particolare delle donne, di bambini e bambine, persone anziane, persone con disabilità e fortemente escluse e marginalizzate.

La difficoltà di accesso ai servizi legali
Una delle sfide più grandi, soprattutto per quelle persone che vivono in aree remote e difficili da raggiungere, è il mancato accesso ai servizi legali, alla documentazione legale, elemento potenzialmente molto impattante sul loro status, sulla possibilità di accedere all’assistenza umanitaria e ai servizi di protezione sociale, sulla possibilità di fare domanda per essere ospitati in Paesi terzi o di ricevere assistenza legale in situazioni di ingiustizia.
Inoltre, fornire aiuto legale alle popolazioni forzatamente sfollate è elemento fondamentale per assicurare protezione e tutela dei diritti e per raggiungere soluzioni di lunga durata, tra cui l’accesso al lavoro e ai mezzi di sussistenza, la regolamentazione dello status di residenza, la prevenzione del rischio di apolidia, detenzione o espulsione, nonché l’ottenimento di rappresentanza legale per sopravvissuti/e ad abusi domestici, violenza sessuale e di genere o altre forme di violenza.
Secondo le raccomandazioni chiave evidenziate dal report le agenzie umanitarie che forniscono servizi di assistenza legale dovrebbero:
• Impegnarsi in attività di advocacy per aumentare la consapevolezza/conoscenza dell’assistenza legale in contesti umanitari;
• Garantire di disporre di procedure e linee guida chiare, inclusi i protocolli di riservatezza e protezione dei dati e criteri di ammissibilità;
• Costruire il coinvolgimento della comunità e relazioni con le autorità nazionali e locali;
• Migliorare la copertura geografica, includendo l’uso di unità di servizi legali mobili per espandere la fornitura di assistenza legale in contesti remoti se le capacità interne e l’accesso lo consentono;
• Rafforzare la presenza di personale per la gestione delle informazioni, per consentire l’analisi delle tendenze e per facilitare l’uso dei dati per obiettivi di advocacy;
• Investire nel sostegno ai talenti in ambito legale nazionali/locali delle comunità in cui operano;
• Includere indicatori nei progetti di assistenza legale per misurare il contributo alla creazione di sistemi di assistenza legale nazionali e/o locali.

La leadership umanitaria (Squadre umanitarie dei Paesi, Coordinatori umanitari, Coordinamento Inter Cluster e leader dei Cluster) dovrebbe:
• Sostenere il lavoro di assistenza legale degli umanitari attraverso attività di advocacy ad alto livello per sollecitare riforme legislative e politiche che incidano sui diritti delle persone assistite e per migliorare l’accesso alle persone assistite da parte di chi fornisce servizi legali;
• Dare maggiore riconoscimento al ruolo dell’assistenza legale nel consentire alle persone colpite da conflitti e crisi di avere accesso ai propri diritti;
• Coinvolgere la leadership di altri cluster rilevanti (ad es. sicurezza alimentare, istruzione), non solo il cluster di protezione, nella difesa dei diritti delle persone assistite;
• Garantire che i cluster di protezione, i sotto cluster e le task force dispongano di personale adeguatamente formato e che gli stessi cluster di protezione istituiscano task force legali dove la loro istituzione faciliterebbe il lavoro dei servizi legali;
• Attraverso i cluster di protezione e i gruppi di lavoro legale, stabilire standard comuni per il lavoro di assistenza legale e modalità e processi concordati offerti dagli attori legali umanitari a livello locale;
• Supportare il coinvolgimento delle organizzazioni di assistenza legale e degli avvocati nazionali e locali nei meccanismi di coordinamento umanitario.

I governi donatori dovrebbero:
• Sostenere progetti a più lungo termine per i servizi di assistenza legale, con la consapevolezza che questi servizi richiedono molto tempo per rodare e funzionare a pieno regime;
• Fornire sostegno politico tramite le loro ambasciate, svolgendo un ruolo di partner nelle attività di advocay per fare pressione affinché i diritti delle persone colpite da conflitti e crisi siano centrali nei processi politici e di costruzione della pace, compresi i loro diritti di accesso alla giustizia e all’assistenza legale;
• Consentire flessibilità di finanziamento per facilitare i servizi di assistenza legale in contesti mutevoli, compresa la flessibilità sulle aree target per facilitare il referral dei casi;
• Finanziare supporti di gestione delle informazioni alle agenzie umanitarie impegnate nei servizi di assistenza legale;
• Sostenere gli sforzi delle agenzie umanitarie per sviluppare capacità nei servizi legali nazionali e locali;
• Creare un ambiente favorevole al rispetto dei diritti delle persone colpite da conflitti e crisi.