Assistenza umanitaria: Cornado, no a duplicazioni e frammentazioni interventi

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GINEVRA, 26 GIUGNO – Il Rappresentante Permanente d’Italia presso le Organizzazioni Internazionali a Ginevra, Ambasciatore Gian Lorenzo Cornado, è intervenuto oggi alla discussione generale del segmento umanitario dell’ECOSOC, in corso a Ginevra dal 24 al 26 giugno.

Nel suo intervento, l’Ambasciatore Cornado ha sottolineato la crescita esponenziale del numero dei civili che necessitano di assistenza umanitaria nel mondo e la perdurante importanza di assicurare il rispetto del diritto internazionale umanitario, anche in considerazione delle nuove sfide che provengono, ad esempio, dal proliferare dei gruppi armati non statali, dalla difficoltà di distinguere tra combattenti e civili nelle operazioni militari, dal terrorismo internazionale e dagli attacchi informatici.

Le emergenze umanitarie di oggi – ha sottolineato l’Ambasciatore Cornado – necessitano un approccio coordinato, integrato e multi-settoriale: occorre evitare la duplicazione e la frammentazione degli interventi ed assicurare un’allocazione dei fondi coerente e basata su un’attenta valutazione dei bisogni umanitari, valorizzando gli attori umanitari locali e coinvolgendo le comunità dei beneficiari.

Al fine di assicurare un’azione umanitaria più flessibile e prevedibile, il Rappresentante Permanente d’Italia ha inoltre valorizzato il crescente ricorso, da parte della cooperazione italiana, a contributi “un-earmarked” alle principali organizzazioni umanitarie ed a fondi multi-donatore quali il “Central Emergency Response Fund” (CERF) ed i “Country Based Pooled Funds” (CBPFs).

L’Ambasciatore Cornado ha anche sottolineato, nel suo intervento, l’importanza di assicurare un maggiore impegno, a livello sia nazionale che internazionale, nel settore della riduzione del rischio da disastri, con iniziative volte a rafforzare la “preparedness” dei Paesi interessati, in senso preventivo, oltre che la capacità di rispondere ai disastri naturali in modo efficace. In tale contesto, egli ha citato la positiva esperienza italiana: in considerazione delle fragilità geo-morfologiche del nostro Paese, l’Italia ha sviluppato competenze significative sia in termini di prevenzione che di risposta emergenziale ed “early recovery”, ed è impegnata nel sostegno agli altri Paesi e nella condivisione di know-how ed expertise. (@OnuItalia)