Autismo: Italia all’Onu, “sempre porre al centro la persona e i suoi diritti”

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NEW YORK, 3 APRILE – “Fortemente impegnata nella promozione dei diritti delle persone affette da autismo e da disabilità mentali e intellettuali, l’Italia pone al centro la persona e i suoi diritti, con l’obiettivo di integrare nella società e rendere autonome le persone disabili, valorizzando le loro inclinazioni e capacità. Su questi principi si fonda la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, di cui l’Italia ha presentato la prima bozza nel 1987.” Lo ha detto il Vice Rappresentante Permanente italiano alle Nazioni Unite, Ambasciatore Stefano Stefanile, aprendo al Palazzo di Vetro un panel  promosso dall’Italia, assieme a Stati Uniti, Bangladesh, Bielorussia, India, Qatar, Oman e Corea del Sud e in collaborazione con l’associazione Autism Speaks, nel quadro delle celebrazioni della Giornata Internazionale per la Consapevolezza sull’Autismo (2 aprile).

“Dobbiamo fare di più per informare e favorire una comprensione migliore delle esigenze delle persone affette da autismo e delle loro famiglie. Dalla riflessione è poi necessario passare all’azione migliorando assistenza, inclusione e rispetto dei diritti umani,” ha detto Stefanile mentre il mondo si illuminava di blu, dall’Empire State Building di New York al Cristo Redentore di Rio de Janeiro fino al Quirinale, per celebrare la 12/ma edizione della Giornata istituita dall’ONU per migliorare la conoscenza sui disturbi dello spettro autistico e promuovere inclusione.

Come illustrato dal Vice Rappresentante Permanente Stefanile, il quadro legislativo italiano prevede risorse e interventi mirati e include nel processo decisionale le amministrazioni rilevanti, le organizzazioni della società civile e le associazioni delle famiglie e delle persone affette da autismo. Un’attenzione specifica è dedicata all’istruzione, con la formazione degli insegnanti e l’impiego di dispositivi di assistenza avanzati: “In Italia, la rete delle organizzazioni della società civile svolge un ruolo fondamentale a sostegno delle persone affette da autismo. Associazioni italiane come Teatro Patologico e Progetto Filippide – che in diverse occasioni hanno presentato le loro attività alle Nazioni Unite – hanno messo in atto soluzioni e formule innovative per includere le persone disabili e permettergli di sviluppare il loro potenziale tramite l’arte e lo sport. Crediamo nella condivisione e nello scambio di queste esperienze per consolidare un’impostazione fondata sulla centralità della persona che, anche grazie ai progressi della scienza, consenta di raggiungere l’obiettivo cardine dell’Agenda 2030 di non lasciare nessuno indietro.”

Teatro Patologico e’ stato fondato da Dario D’Ambrosi nel 1991 per portare in scena attori professionisti e un coro di giovani attori disabili che recitano in greco antico. L’iniziativa si basa sulla la consapevolezza che, “quando sta bene uno di questi ragazzi, stanno bene molte altre persone: le famiglie, il condominio, il quartiere, la citta’, l’intero Paese. L’intera società diventa più sana e migliore”. L’anno scorso D’Ambrosi ha portato all’Onu la sua versione della Medea di Euripide. Il Progetto Filippide ” è una derivazione dell’Associazione Sport e Società, Società Sportiva Dilettantistica, affiliata alla Fisdir e riconosciuta dal Comitato Italiano Paralimpico, che svolge attività di allenamento e preparazione a competizioni sportive, con soggetti affetti da autismo e sindromi rare ad esso correlate. Ogni giorno, decine di ragazzi e ragazze disabili trovano la loro identità come atleti, relazionandosi alla pari con sportivi professionisti e non. Nata a Roma, l’iniziativa conta ormai decine di Sezioni affiliate in tutta Italia che hanno sperimentato e validato il metodo di lavoro, efficace e funzionale all’educazione fisica, al trattamento comportamentale, all’integrazione.

(@OnuItalia)