UNESCO: dopo 36 anni Babilonia tra i patrimoni dell’umanità

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Ninmakh Temple 01/09/2017 Author: Qahtan Al-Abeed Copyright: © Qahtan Al-Abeed Permanent URL: whc.unesco.org/en/documents/166723

BAKU, 8 LUGLIO – Babilonia ce l’ha fatta: nella stessa sessione dell’Unesco che ha incoronato le Colline del Prosecco 55/0 sito italiano del patrimonio mondiale, è stata inserita anche l’antica città mesopotamica. La decisione dell’organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura è arrivata dopo tanti anni di pressioni da parte del governo iracheno. L’Iraq ci stava provando dal 1983. Voleva un riconoscimento per la grande capitale della Mesopotamia, antica di quattromila anni.

L’impero babilonese

I resti della città famosa per i suoi giardini pensili e per la raffinatezza della vita che vi si svolgeva, sono in qualche modo arrivati a noi, nonostante le aggressioni della natura e degli umani, non ultimi Saddam, che vi costruì un palazzo, e gli americani, che lo usarono come base militare. Seppur in buona parte ricostruito il sito è stato ritenuto degno di entrare nel World Heritage.

La città è menzionata per la prima volta in una tavoletta di argilla del XXIII secolo a.C.,situata nel territorio inserito nella mezzaluna fertile tra il Tigri e l’Eufrate, culla delle civiltà mondiali dai cui abitanti già quattromila anni fa si può affermare sia nata l’umanità moderna. Oltre a Babilonia, entrano nella lista anche Ilha Grande in Brasile e le Terre australi e antartiche francesi.

Annunciando la sua decisione, l’UNESCO, congiuntamente al governo iracheno, ha dichiarato: ”Sede di imperi successivi, sotto governanti come Hammurabi e Nabucodonosor, Babilonia rappresenta l’espressione della creatività dell’impero neobabilonese al suo apice. L’associazione della città ad una delle sette meraviglie del mondo antico, i giardini pensili, ha anche ispirato la cultura artistica, popolare e religiosa su scala globale”.

Ricostruzione dei giardini pensili

Il governo iracheno ha annunciato lo stanziamento di fondi per mantenere e incrementare gli sforzi di conservazione. Perché la città delle meraviglie non dovrebbe smettere mai di stupire locali e turisti, i quali possono passeggiare tra i resti delle sue mura, delle abitazioni, dei templi e degli splendidi palazzi che si estendono su un’area di 10 chilometri quadrati.

A Baku è stato deciso di far entrare nella lista anche molti altri siti, ‘premiati’ per il loto valore culturale, stoico, paesaggistico:

Ilha Grande (Brasile)

Terre australi e antartiche francesi

The 20th century Architecture of Frank Lloyd Wright (USA)
Royal Building of Mafra—Palace, Basilica, Convent, Cerco Garden and Hunting Park (Tapada) (Portugal)
Sanctuary of Bom Jesus do Monte in Braga (Portugal)
Churches of the Pskov School of Architecture (Russian Federation)
Jodrell Bank Observatory (United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland)
Historic Centre of Sheki with the Khan’s Palace (Azerbaijan)
Seowon, Korean Neo-Confucian Academies (Republic of Korea)
Writing-on-Stone /Áísínai’pi (Canada)

Erzgebirge/Krušnohoří Mining Region (Czechia/Germany)
Landscape for Breeding and Training of Ceremonial Carriage Horses at Kladruby nad Labem (Czechia)
Water Management System of Augsburg (Germany)
Krzemionki Prehistoric Striped Flint Mining Region (Poland)

Dilmun Burial Mounds (Bahrain)
Budj Bim Cultural Landscape (Australia)
Archaeological Ruins of Liangzhu City (China)
Jaipur, Rajasthan (India)
Ombilin Coal Mining Heritage of Sawahlunto, (Indonesia)
Mozu-Furuichi Kofun Group: Mounded Tombs of Ancient Japan (Japan)

Megalithic Jar Sites in Xiengkhouang — Plain of Jars (Lao People’s Democratic Republic)
Vatnajökull National Park – dynamic nature of fire and ice (Iceland)