Siria: Bachelet, situazione critica a Idlib, civili usati come pedine

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GINEVRA, 21 FEBBRAIO – L’Alto Commissario dell’Onu per i diritti umani, Michelle Bachelet, ha denunciato intensi bombardamenti condotti dalle forze governative e dai loro alleati nella provincia di Idlib, nel nord-ovest della Siria, che hanno portato a ”molte vittime civili” e lasciato ”circa un milione di persone, inclusi centinaia di migliaia di sfollati, in una situazione estremamente vulnerabile”. Bachelet ha anche invitato tutte le parti coinvolte nel conflitto a garantire la protezione dei civili prima di condurre operazioni militari, in accordo con il diritto internazionale. I raid nella zona smilitarizzata stabilita lo scorso settembre da Russia e Turchia sono iniziati nel dicembre del 2018 e si sono intensificati negli ultimi giorni. Allo stesso tempo, il commissariato Onu per i diritti umani (Ohchr) registra un aumento degli scontri tra gruppi armati e dell’uso di dispositivi esplosivi artigianali, in particolare da parte dei jihadisti di Tahrir al Sham, l’ex Fronte al Nusra.

Siria
Michelle Bachelet

Altra fonte di preoccupazione è costituita dalla situazione di circa 200 famiglie ancora intrappolate nella ristretta area di Baghuz, nel mezzo della valle del fiume Eufrate, poco distante dal confine con l’Iraq, dove sono in corso pesanti bombardamenti della coalizione. All’interno vi sono anche decine di donne e bambini. ”I civili – ha detto Bachelet – continuano a essere usati come pedine dalle varie parti. Chiedo che sia garantito un passaggio sicuro per quanti vogliono fuggire”.

Nella serata di ieri sono arrivati nella zona decine di camion per evacuare i civili, finora invano. Secondo quanto riferiscono le Forze democratiche siriane (Sdf, filo Usa), isolare le persone innocenti e cercare di assicurare loro protezione è un ”passaggio importante” nel tentativo di riconquista dell’ultimo lembo di terra ancora sotto il controllo jihadista.

(@novellatop, 21 febbraio 2019)