Giornata delle bambine: l’Italia e il mondo nella fotografia di Terre des Hommes

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(di Maria Novella Topi) – ROMA, 10 OTTOBRE – Il rapporto ‘La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo’, curato da Terre des Hommes e presentato oggi a Roma nell’ambito della campagna InDifesa, sfata la convinzione radicata che sia inutile ‘fare’ ”perchè tanto non cambia nulla”, e ne avvalora un’altra: ”Solo se si fa, qualcosa cambia”.

Sta tutto in questo dualismo il senso del lavoro di un’organizzazione che dal 1960 si dedica alla tutela dei bambini nel mondo e che ha scelto la vigilia della Giornata Mondiale delle Bambine voluta dall’Onu per presentare il suo ottavo dossier – concepito con altri importanti partner – per accendere uno spot sui diritti negati a milioni di bambine e ragazze e sulla distanza che separa ancora questa fondamentale parte dell’umanità al raggiungimento del quinto tra gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030.

Quest’anno l’ottava edizione del rapporto fornisce una fotografia del mondo e in particolare della situazione italiana in cui le tante ombre si alternano a parecchie luci.

In Italia la regione con più problematiche, cioè il maggior numero di reati contro i minori, è la Lombardia e in tutto il paese se peggiorano da un anno all’altro voci come ‘sottrazione di minori incapaci’ (+34%) maltrattamento in famiglia (+14%) e poi pornografia minorile, abuso dei mezzi di correzione, abbandono di minori, migliorano invece corruzione di minorenne, detenzione di materiale pornografico, omicidio, prostituzione minorile.

In Italia poi, come ha rilevato la presidente di Terres des Hommes Donatella Vergari, è presente un fenomeno emergente, quello delle seconde generazioni che riguarda giovanissime nate in Italia da una famiglia la cui cultura è profondamente diversa, che all’improvviso rifiutano i comportamenti tradizionali e vengono per questo sanzionate, anche con la violenza. In questo contesto, sono i dati di Federica Giannotta (advocac y Terres des Hommes), si può inquadrare anche il fenomeno delle mutilazioni genitali che se in generale sono in calo nei paesi occidentali, ritornano quando la ragazza è più grande: spesso viene portata nel paese di origine, mutilata e fatta tornare in Italia.

Vincenzo Spadafora

E ancora vanno analizzati i dati relativi a quelli che dovrebbero essere i pilastri su cui fondare la coscienza di sé e la realizzazione: il lavoro e l’istruzione. Infatti oltre alle violenze, i maltrattamenti, i reati contro la persona, quelli sessuali e di genere, ci sono due modi per bloccare definitivamente la crescita personale e sociale delle donne: impedir loro fin da piccole di istruirsi e, da grandi, negar loro un lavoro, meglio se dignitoso.

Secondo il rapporto sono 130 milioni le bambine escluse dalla scuola, 12 milioni quelle che ogni anno sottostanno a matrimoni precoci, mentre secondo l’ILO (l’Organizzazione internazionale del lavoro) le ragazze tra i 15 e i 29 anni hanno una probabilità tre volte superiore rispetto ai coetanei maschi di essere escluse dal mondo del lavoro e non essere coinvolte in percorsi formativi. In altre parole: il 31% delle ragazze sono ‘Neet’ (acronimo inglese che indica coloro che non studiano né lavorano), contro il 16% dei coetanei maschi, con punte del 41% nei Paesi del Medio Oriente e in Nord Africa.

E ancora: 68 milioni le bambine che da qui al 2030 verranno sottoposte a mutilazioni genitali, 650 milioni in totale (nonostante il fenomeno sia in calo) quelle sposate prima dei 18 anni, 980 milioni le donne per le quali, afferma il rapporto, ”l’indipendenza economica è ancora un sogno”; inoltre c’è una maggioranza di ragazze sui 1,2 milioni di adolescenti sieropositivi (3 ragazze su 5); ogni 10 minuti viene uccisa un’adolescente, e ancora sono milioni – non quantificabili – le bambine vittime di aborti selettivi e infanticidi.

Il ministro per le politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora, ha esaltato ”la catena di passi avanti” compiuti in alcuni settori presi in esame da Terres des Hommes, e il lavoro di ”esperienza vissuta sul campo” fatto dalle organizzazioni, dalle autorità di polizia e da tutti i giovani che sono stati ”inviati tra i giovani per raccoglierne le storie”. Spadafora si è anche augurato che nel suo settore, lo sport, vi sia un cambio di marcia in direzione della parità di genere e ha con forza difeso la necessità di usare ”parole e linguaggi giusti, nel rispetto delle diversità”.

Anche la ministra delle Pari Opportunità Elena Bonetti, ha accolto con favore lo sguardo, ”talvolta impietoso e fastidioso” su certe realtà che diventano così ”finalmente visibili e dunque contrastabili”. La ministra ha inteso sottolineare il ruolo della scuola come ”luogo fondamentale della costruzione della cittadinanza e per la ricostruzione di un tessuto territoriale”,  e ha citato quelle che ha definito le parole chiave per il prossimo decennio: Custodia (cui tutti devono essere chiamati nei confronti dei minori) e Empowerment, perchè la crescita personale e sociale deve diventare un obiettivo non eludibile.

Per cucire insieme tutte le parti della sua indagine attinta in 67 paesi con 979 progetti a favore dei bambini, Terre des Hommes ha messo in campo un esercito speciale, quello dei giovani e, per stimolare la diffusione di una cultura del rispetto e della prevenzione della violenza e della discriminazione di genere, ha coinvolto l’anno scorso grandi città come Milano e Roma che, assieme a centinaia di altri Comuni italiani, si sono tinte di arancione in segno di adesione alla sua Orange Revolution, ospitando e promuovendo eventi e iniziative per la celebrazione della Giornata Mondiale delle Bambine e delle Ragazze.
Anche quest’anno la Fondazione ha fatto precise richieste ai Comuni che sottoscrivono la sua campagna #indifesa  (premiata con la medaglia del Presidente della Repubblica), chiedendo azioni efficaci per la protezione dei bambini e delle bambine, con l’elaborazione di politiche e piani specifici di sensibilizzazione per la prevenzione e il contrasto della violenza e le discriminazioni di genere, il bullismo e il cyberbullismo e la mappatura dei progetti che sul loro territorio si occupano di questi fenomeni. Inoltre Terre des Hommes, insieme con l’associazione Kreattiva, ha dato vita anche al Network ‘inDifesa”, la prima rete italiana di WebRadio e giovani ambasciatori contro la discriminazione, gli stereotipi e la violenza di genere, bullismo, cyber-bullismo e sexting.

Nel corso degli anni l’organizzazione si è impegnata in progetti in Giordania, Bangladesh, Libano e Kurdistan iracheno e Mozambico, in favore delle baby spose e in Costa D’Avorio per le baby mamme. in Perù in favore delle moderne schiave domestiche. Ora manca solo l’aggiornamento della Carta dei diritti delle Bambine che, approvata nel 1997 durante il congresso della BRW Europa, e ispirata alla Convenzione Onu sui diritti del fanciullo del 1989, dovrà affrontare tutte le nuove sfide che si sono nel frattempo affacciate.