Bambini e conflitti armati: Zappia, “pagano il prezzo piu’ alto, Italia impegnata a proteggerli”

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NEW YORK, 12 FEBBRAIO – Bambini e conflitti armati: sono loro che pagano sempre il prezzo più alto in situazioni di crisi e di conflitto.” Ricordiamolo soprattutto oggi, nella Giornata internazionale contro l’uso dei bambini soldato, ma agiamo sempre ed a ogni livello per garantire l’effettiva tutela dei loro diritti fondamentali, a cominciare da quello a un’infanzia serena, all’istruzione, alla salute”, ha detto la Rappresentante Permanente Italiana all’ONU, Ambasciatrice Mariangela Zappia, intervenuta oggi a una riunione del Consiglio di Sicurezza in formula Arria dedicata a un dramma che nel 2017 ha fatto 10 mila tra morti e feriti tra gli “under 18″.

“Si tratta di rafforzare gli strumenti legali internazionali e nazionali a tutela dei minori, di intensificare le attività di sensibilizzazione e prevenzione, di assicurare la reintegrazione dei bambini soldato e vittime dei conflitti, e di portare i responsabili di queste gravi violazioni di fronte alla giustizia. Una sfida complessa che richiede un’azione collettiva e costante e che dobbiamo portare avanti in ogni foro. L’Italia ha posto questo obiettivo tra i pilastri della sua politica estera e continua a fare la sua parte, a livello bilaterale e multilaterale. La protezione dei diritti dei bambini è infatti tra le nostre priorità di mandato al Consiglio Diritti Umani dell’ONU e trova conferma nella nostra solida collaborazione con l’UNICEF, anche attraverso il Centro Innocenti di Firenze. Si tratta inoltre di una dimensione, quella della tutela e della promozione dei diritti dei bambini, integrata in modo trasversale in tutte le nostre attività di cooperazione allo sviluppo, con iniziative mirate alla reintegrazione dei bambini soldato soprattutto in Africa e Medio Oriente”, ha detto l’ambasciatrice.

Zappia ha ricordato l’iniziativa dell’Italia durante il mandato in Consiglio di Sicurezza per l’adozione della Risoluzione sul traffico di esseri umani, che riserva per la prima volta un’attenzione speciale a bambini e minori non accompagnati, e per l’inserimento del reclutamento e dello sfruttamento dei bambini in situazioni di conflitto tra i criteri autonomi di designazione nel regime sanzionatorio in Repubblica Centrafricana.

“L’impegno a favore dei bambini deve coinvolgere tutti gli attori. La società civile e le sue organizzazioni possono giocare un ruolo fondamentale, sia in chiave preventiva che nella soluzione dei conflitti. Il contributo della Comunità di Sant’Egidio in Repubblica Centrafricana ne è un esempio,” ha aggiunto, sottolineando l’importanza della prevenzione: “Le operazioni di pace dell’ONU possono, da un osservatorio privilegiato, contribuire a prevenire violazioni ed abusi. Per questo è importante che i caschi blu ricevano un addestramento specializzato, come quello offerto dal CoESPU di Vicenza e presso lo UN Staff College di Torino.” ha ricordato l’Ambasciatrice. (@OnuItalia)