Bambini in conflitti armati: Onu, l’anno peggiore; Stefanile in CdS, priorità per Italia

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NEW YORK, 2 AGOSTO – “Il tema della protezione dei bambini in situazioni di conflitto è prioritario per l’Italia: figura tra gli obiettivi del mandato in Consiglio Diritti Umani 2019-2021 e ha rappresentato una delle linee d’azione del nostro programma nel 2017 durante il mandato in Consiglio di Sicurezza.” Lo ha detto in Consiglio di Sicurezza il Vice Rappresentante Permanente italiano alle Nazioni Unite a New York e incaricato d’affari, Ambasciatore Stefano Stefanile, ricordando che l’Italia aderisce al quadro giuridico internazionale per la protezione dei diritti del fanciullo e ne promuove l’universalizzazione.

Virginia Gamba speaks during an event at the United Nations. @UN Photo

Il dibattito era stato aperto da Virginia Gamba, rappresentante speciale del Segretario Generale per le situazioni di conflitto armato. “E’ di importanza vitale che il Consiglio trovi unita’ su questo dramma”, ha detto, ricordando che il 2019 segna il ventesimo anniversario della prima risoluzione dei Quindici sul tema e il trentesimo dalla Convenzione sui Diritti del Fanciullo.

“Nell’anno del 30esimo anniversario della Convenzione, ha detto Stefanile, e’ cruciale continuare a promuoverne l’attuazione, e in particolare ampliare l’adesione al suo Protocollo Opzionale su bambini e conflitti armati. L’Italia è stata tra i primi paesi a sottoscrivere anche una serie di ulteriori strumenti di tutela come i Principi di Parigi sui bambini associati ai gruppi armati, i Principi di Vancouver sul peacekeeping e la prevenzione del reclutamento dei bambini soldato e la Dichiarazione “Scuole Sicure” di Oslo. Nel 2018 abbiamo destinato il 10% dei fondi per emergenze umanitarie al settore dell’istruzione e delle infrastrutture scolastiche, che, in violazione del diritto internazionale, continuano ad essere indiscriminato bersaglio di attacchi”.

Stefanile ha osservato che “il numero crescente di bambini e bambine vittime di trafficanti, terroristi e gruppi armati, vulnerabili ad ogni forma di sfruttamento e abuso sessuale e a pratiche dannose come il matrimonio forzato, soprattutto in situazioni di conflitto, ci da’ un’idea dell’urgenza di un’azione internazionale coesa e rafforzata. Prevenzione, protezione e reintegrazione devono costituire i pilastri di un approccio che ponga al centro le vittime, con un’attenzione speciale ai bambini con disabilità, come previsto dalla Risoluzione 2475 adottata dal Consiglio di Sicurezza in giugno e co-sponsorizzata dall’Italia.”

Nel suo rapporto pubblicato alla fine di luglio il Segretario Generale dell’Onu Antonio Guterres aveva evidenziato che il 2018 e’ stato l’anno peggiore per i bambini coinvolti in conflitti: l’anno ha visto il maggior numero di casi di bimbi feriti o uccisi da quando le Nazioni Unite hanno cominciato a registrare questo tipo di violazione. (@OnuItalia)