Economia e Covid: gli scenari della Banca Mondiale, tra ripresa e aumento della povertà

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WASHINGTON, 20 GENNAIO – Una forbice che si allarga sempre più: le previsioni della Banca Mondiale per il 2021 attestano da una parte la possibilità concreta di crescita economica in caso di arretramento della pandemia e di una efficace campagna vaccinale, dall’altra però vedono un allargamento dell’area della povertà. Se infatti nell’ottobre 2020 la Banca Mondiale ha stimato che tra 88 e 115 milioni di persone in tutto il mondo sarebbero state spinte in povertà estrema, le previsioni del mese in corso del GEP (Global Economic Prospects), ora ci dicono che i nuovi poveri indotti dal COVID-19 nel 2020 saliranno tra 119 e 124 milioni.
Al contempo,afferma  la Banca Mondiale nelle sue prospettive economiche globali del gennaio 2021, si prevede che l’economia globale si espanderà del 4% nel 2021, supponendo che un’implementazione iniziale del vaccino COVID-19 continui nel corso dell’anno. Una ripresa, tuttavia, che sarà probabilmente contenuta, a meno che i responsabili politici non si muovano decisamente per domare la pandemia e attuare riforme volte a migliorare gli investimenti.

 

Sebbene l’economia mondiale sia di nuovo un crescita dopo una contrazione del 4,3% nel 2020, la pandemia ha causato un pesante tributo di morti e malattie, ha gettato milioni di persone nella povertà e potrebbe deprimere l’attività economica e i redditi per un periodo prolungato. Le principali priorità politiche a breve termine sono il controllo della diffusione del COVID-19 e la garanzia di una rapida diffusione dei vaccini. Per sostenere la ripresa economica, le autorità devono anche agevolare un ciclo di re-investimento volto a una crescita sostenibile meno dipendente dal debito pubblico.

LE DIFFERENZE TRA LE ECONOMIE MONDIALI
“Mentre l’economia globale sembra essere entrata in una ripresa contenuta, i policymaker affrontano sfide formidabili – nella sanità pubblica, nella gestione del debito, nelle politiche di bilancio, nelle banche centrali e nelle riforme strutturali – mentre cercano di garantire che questa ripresa globale ancora fragile guadagni terreno e basi per una crescita robusta”, ha dichiarato il presidente del Gruppo della Banca Mondiale David Malpass. “Per superare gli impatti della pandemia e contrastare il vento contrario agli investimenti, è necessaria una spinta importante per migliorare gli ambienti aziendali, aumentare la flessibilità del mercato del lavoro e dei prodotti e rafforzare la trasparenza e la governance”.
Si stima che il crollo dell’attività economica globale nel 2020 sia stato leggermente meno grave di quanto previsto in precedenza, principalmente a causa di contrazioni più basse nelle economie avanzate e di una ripresa più robusta in Cina. Al contrario, afferma l’istituzione bancaria intrnazionale, le perturbazioni dell’attività nella maggior parte degli altri mercati emergenti e delle economie in via di sviluppo sono state più acute del previsto.
“Anche le fragilità finanziarie in molti di questi paesi, poiché lo shock della crescita ha un impatto sui bilanci vulnerabili delle famiglie e delle imprese, dovranno essere affrontate”, ha affermato Carmen Reinhart, vice presidente e capo economista del gruppo della Banca mondiale.

GLI SCENARI DELLA PANDEMIA
Le prospettive a breve termine rimangono molto incerte e sono ancora possibili diversi risultati di crescita, come si es afferma una sezione della relazione. Uno scenario al ribasso in cui le infezioni continuano ad aumentare e l’implementazione di un vaccino è ritardata potrebbe limitare l’espansione globale all’1,6% nel 2021. Nel frattempo, in uno scenario al rialzo con un controllo pandemico di successo e un processo di vaccinazione più rapido, la crescita globale potrebbe accelerare fino a quasi il 5%.
Nelle economie avanzate, un rimbalzo nascente si è bloccato nel terzo trimestre a seguito di un ritorno delle infezioni, che ha indicato una ripresa lenta e impegnativa. Si prevede che il PIL degli Stati Uniti si espanderà del 3,5% nel 2021, dopo una contrazione stimata del 3,6% nel 2020. Nell’area dell’euro, la produzione dovrebbe crescere del 3,6% quest’anno, dopo un calo del 7,4% nel 2020. L’attività in Giappone, che si è ridotta del 5,3% nell’anno appena concluso, dovrebbe crescere del 2,5% nel 2021.
Il PIL aggregato nei mercati emergenti e nelle economie in via di sviluppo, compresa la Cina, dovrebbe crescere del 5% nel 2021, dopo una contrazione del 2,6% nel 2020. L’economia cinese dovrebbe espandersi del 7,9% quest’anno dopo la crescita del 2% dello scorso anno. Escludendo la Cina, i mercati emergenti e le economie in via di sviluppo dovrebbero espandersi del 3,4% nel 2021 dopo una contrazione del 5% nel 2020. Tra le economie a basso reddito, l’attività dovrebbe aumentare del 3,3% nel 2021, dopo una contrazione dello 0,9% nel 2020.