Bielorussia: Italia a Ginevra, stop immediato a repressione proteste

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GINEVRA, 2 NOVEMBRE – Stop immediato alla brutale repressione contro manifestanti pacifici, il rilascio senza condizione di tutti i prigionieri politici e l’apertura di un dialogo nazionale significativo e inclusivo. Queste sono le raccomandazioni espresse a tutolo nazionale dll’Italia nel corso della 36esima sessione del Gruppo di Lavoro della Revisione Periodica Universale (Universal Periodic Review), meccanismo di verifica tra gli Stati membri delle Nazioni Unite sullo stato di tutela dei diritti e delle libertà fondamentali.

L’Italia ha inoltre raccomandato alla Bielorussia di considerare  l’introduzione di una moratoria delle esecuzioni in vista della totale abolizione della pena di morte, l’avvio di indagini “credibili, trasparenti, indipendenti e imparziali sulle violazioni dei diritti umani commessi prima, durante e dopo le elezioni  presidenziali del 2020” e maggiori sforzi a garanzia della tutela della liberta’ di stampa. Nelle raccomandazioni e’ inclusa anche la ratifica della Convenzione di Istanbul e la criminalizzazione della violenza domestica.

Sono “circa 300” le persone fermate ancora ieri a Minsk e nella regione di Minsk per aver partecipato alle proteste contro il regime di Aleksandr Lukashenko secondo quanto ha riferito oggi il ministero dell’Interno bielorusso, ripreso dall’agenzia di stampa russa Interfax. Secondo quanto riferisce il sito online UN Watch nel corso della revisione 51 paesi su 92 (il 55%) ha lodato la Bielorussia per il rispetto dei diritti umani: di queste 36 che hanno lodato senza riserve il regime di Lukaschenko. Hanno in particolare applaudito la situazione dei diritti umani in Bielorussia Siria, Venezuela, Cina, Russia, Cuba, Iran e Egitto.

Nel corso di questa sessione, che si concluderà il 13 novembre, il Consiglio esaminera’ anche la situazione dei diritti umani in Liberia, Malawi, Panama, Mongolia, Maldive, Andorra, Honduras, Bulgaria, Isole Marshall, Stati Uniti d’America, Croazia, Libia e Giamaica. (@OnuItalia)