Tecnopolo: ambiente e IA, Bologna si candida per accogliere l’università dell’Onu

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BOLOGNA, 21 DICEMBRE – La candidatura di Bologna come sede di una delle Università delle Nazioni unite, dedicata in particolare allo studio dei cambiamenti dell’habitat umano indotti dal cambiamento climatico è tra i progetti presentati al ministro degli Esteri Luigi Di Maio nel corso di una visita al Tecnopolo di Bologna e del successivo incontro il governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini.  L’idea dell’Univesità Onu è focalizzata sull’utilizzo dei Big data e dell’Intelligenza Artificiale per studiare i cambiamenti ambientali “con un’attenzione specifica ai complessi problemi e alle trasformazioni sociali, economiche e culturali che si stanno verificando come conseguenza di una serie di fattori quali l’urbanizzazione, le migrazioni internazionali e interne, le sfide e le opportunita’ sociali ed economiche generate dall’innovazione tecnologica”.

Bonaccini e Di Maio

Bonaccini ha chiesto al ministro Di Maio di farsi interprete presso l’Onu per dare vita a Bologna a un istituto dell’Università delle Nazioni Unite (UNU) dedicato ai cambiamenti dell’Human Habitat con riferimento all’area del Mediterraneo, con la disponibilità dell’Alma Mater e il sostegno del Centro per la Conservazione del Patrimonio Sostenibile (SHeC) dell’Università per Stranieri di Perugia e della Rete delle Cattedre Unesco del Mediterraneo. Gli spazi del Tecnopolo, all’ex Manifattura Tabacchi sono destinati ad ospitare la nuova sede del Data center del Centro meteo europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF), grazie al progetto della Regione Emilia-Romagna sostenuto dal Governo.

Il Data center del Centro meteo, che si estende su un’area di 21.500 metri quadri, verrà spostato da Reading, nel Regno Unito,  a Bologna. I lavori di trasformazione e adattamento, per un investimento complessivo di 62 milioni di euro (di cui 43,5 a carico del ministero dell‘Università e della Ricerca e 18,5 della Regione Emilia-Romagna), sono di fatto ultimati e i tecnici del Centro Meteo di Reading sono già al lavoro per implementare la parte tecnologica dell’infrastruttura. Al Tecnopolo di Bologna troveranno sede anche l’Agenzia Italia Meteo, i più importanti enti scientifici e di ricerca nazionali, il supercomputer europeo Leonardo, per una capacità complessiva di supercalcolo che pone l’Italia e l’Europa al livello di Stati Uniti e Cina.

Il rendering del Tecnopolo di Bologna

I quattro progetti presentati a Di Maio

Bonaccini e  Di Maio si sono soffermati su quattro nuovi progetti avanzati dalla Regione, tali da rafforzare ancora di più la collaborazione con il Governo sul fronte dell’innovazione.

Il primo, già citato, è relativo alla costruzione di un Istituto dell’Università delle Nazioni Unite, focalizzato sull’utilizzo dei Big data e dell’Intelligenza Artificiale per studiare i cambiamenti dell’habitat umano indotti dal climate change con un’attenzione specifica ai complessi problemi che corrispondono a molti degli obiettivi dell’Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile e che assumono un interesse particolare se riferite all’area del Mediterraneo.

Il secondo progetto proposto riguarda la candidatura del Tecnopolo di Bologna per ospitare attività connesse alla grande iniziativa europea Destination Earth: un progetto di grandi dimensioni, con sviluppi sull’attività di ricerca e sulle applicazioni nei diversi ambiti scientifici, geografici, del territorio, con una piattaforma federata di modellazione e simulazione basata sul cloud, che fornirà l’accesso ai dati e alle applicazioni e che integrerà i digital twins, repliche digitali di vari aspetti del sistema Terra, come le previsioni meteorologiche e i cambiamenti climatici, la sicurezza alimentare e idrica, la circolazione oceanica globale e la biogeochimica degli oceani, e altro ancora.

Il terzo progetto riguarda la possibilità di sviluppare nel Tecnopolo una ricerca di livello internazionale nell’ambito della futura attività di ECMWF – l’Agenzia Meteo per le previsioni Meteorologiche a medio termine, il cui nuovo Data Centre avrà qui sede -, progettando a Bologna servizi e attività di trasferimento dei risultati legati alle nuove iniziative di Copernicus.

Il quarto progetto  prevede di realizzare a Bologna un’azione di incubazione e sviluppo di attività di ricerca internazionale, sul modello delle Fondazioni per la Scienza presenti in diversi paesi europei, attraverso il coinvolgimento diretto degli addetti scientifici delle Ambasciate e della Comunità Scientifica regionale e nazionale, offrendo loro facilities, networking, attività di coordinamento e promozione. Un’attività che potrebbe essere resa possibile dalla Fondazione Internazionale Big Data and Artificial Intelligence for Human Development (IFAB), voluta dalla Regione Emilia-Romagna, che vede la partecipazione delle più importanti istituzioni scientifiche di livello nazionale attraverso l’Associazione Big Data (Università, CNR, ENEA, INAF, INFN, CINECA, CMCC). Il progetto, chiamato Marconilabs, consentirà all’Italia di sperimentare un’azione concreta di attrazione di ricercatori internazionali su tematiche di grande interesse e a forte potenziale di sviluppo per il nostro Paese e per l’Europa, che derivano dall’incrocio fra le nuove tecnologie Big data e Intelligenza Artificiale e le grandi questioni che interessano il nostro pianeta.