Bologna candida i portici amati da Stendhal a patrimonio UNESCO

2023
Bologna portici

BOLOGNA, 13 MARZO – Bologna candida i portici amati da Stendhal a patrimonio dell’umanità UNESCO. Il Comune illustrerà domani la candidatura: il dossier è quasi ultimato e sarà proposto al Ministero per i Beni Culturali nel prossimo settembre. Nelle scorse settimane si sono svolti incontri preliminari con istituzioni e stakeholder. Coinvolti nel percorso anche le biblioteche e i musei comunali.

foto Alessandra Baldini

Parallelamente i consulenti di Links, la Fondazione che affianca l’amministrazione in questa iniziativa, ha effettuato sopralluoghi in città per perfezionare la selezione dei tratti di portico che faranno parte della candidatura. A settembre la versione preliminare del dossier sarà consegnata al Mibac che lo invierà al Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti di Parigi e da quel momento inizierà la fase delle osservazioni. La consegna definitiva del dossier è prevista per febbraio 2020. Poi, nell’autunno dello stesso anno, seguirà la visita degli ispettori. Infine, a febbraio 2021, la città avrà il responso della commissione valutatrice.

I portici di Bologna sono un “abbraccio” architettonico alla città lungo più di 38 chilometri nel solo centro storico]che raggiungono i 53 km contando quelli fuoriporta. Nacquero in maniera spontanea, probabilmente nell’alto medioevo, come una proiezione (all’inizio abusiva) di edifici privati su suolo pubblico allo scopo di aumentare gli spazi abitativi. Le testimonianze piu’ antiche sono ancora visibili in citta’: Casa Isolani in Strada Maggiore e’ un porticato, sorretto da altissime travi di legno (circa 9 metri), eretto intorno al 1250. Le travi sono in legno di quercia e sostengono lo sporto del terzo piano dell’edificio. Altri esempi di portici lignei medievali sono quelli di casa Grassi e delle case dirimpetto in via Marsala, di casa Azzoguidi in via San Nicolò e di casa Ramponesi in via del Carro.

Apprezzati dai viaggiatori stranieri in Italia come Stendhal che li descrive nel suo Viaggio in Italia del 1816: “Sovente, alle due di notte, rientrando nel mio alloggio, a Bologna, attraverso questi lunghi portici, l’anima esaltata da quei begli occhi che avevo appena visto, passando davanti a quei palazzi di cui, con le sue grandi ombre, la luna disegnava le masse, mi succedeva di fermarmi, oppresso dalla felicità, per dirmi: Com’è bello!” (@OnuItalia)