Buffon diventa testimonial del WFP, un nuovo impegno contro la fame

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TORINO, 7 OTTOBRE – Gianluigi Buffon scende in campo contro la fame diventando ambasciatore di buona volontà del WFP, il programma alimentare mondiale dell’Onu.

Il portiere della Juventus e campione del mondo 2006 con la nazionale italiana, sarà infatti nominato Goodwill Ambassador dello United Nations World Food Programme nel corso di un evento mercoledì prossimo a Torino. Il WFP è la principale organizzazione umanitaria e agenzia delle Nazioni Unite impegnata a salvare e cambiare le vite fornendo assistenza alimentare ad oltre 90 milioni di persone colpite da conflitti e disastri naturali.

Buffon non è nuovo a un personale impegno con gli umanitari. Nel maggio del 2017 partecipò ”sotto forma di figurina” ad un’iniziativa di beneficenza promossa dall’Unicef e dalla Panini. Con l’obiettivo di ”Continuare fa sognare i bambini”, in favore dei piccoli profughi non accompagnati che giungono in Italia attraverso le vie delle migrazioni, Unicef, Panini (l’azienda ‘madre delle figurine’) e il mondo del calcio organizzarono un’asta di figurine.  L’azienda modenese aveva infatti donato al Fondo dell’Onu 100 copie (parte di una tiratura limitata di 2017 esemplari) di un esclusivo cofanetto da collezione della raccolta di figurine ‘Calciatori 2016-2017′ per un’asta il cui ricavato andava a sostenere il programma UNICEF per i minorenni stranieri non accompagnati. In quell’occasione Buffon ‘fece squadra’ con Totti e Candreva, con Immobile e Insigne, e tanti altri colleghi

La figurina Panini di Buffon

Qualche anno prima Buffon  aveva partecipato all’iniziativa di LVIA, l’Associazione Internazionale Volontari Laici, associazione di solidarietà e cooperazione internazionale per una campagna di raccolta fondi per curare i bambini malnutriti in Burkina Faso. Un modo di aiutare anche le mamme di questi piccoli per permettere loro di farli crescere in salute e garantire loro un’infanzia quantomeno serena. Buffon, testimonial della LVIA anche in passato con altri atleti come Josefa Idem e Luigi Mastrangelo, spiegò così i motivi della sua scelta: “Sono un papà anch’io e vorrei che tutti i bimbi avessero la possibilità di diventare grandi. In Burkina Faso la malnutrizione infantile crea danni permanenti nella crescita e in molti casi anche la morte. Per questo ho deciso di sostenere LVIA, che da anni lavora per salvare la vita a migliaia di bambini”.