Italia candida rito e cultura del caffè espresso (anche napoletano) a patrimonio Unesco

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ROMA, 18 MARZO – Vale circa 5 miliardi di euro, dà lavoro a quasi 10 mila addetti e se ne consumano 3 miliardi di tazzine al giorno. Sono solo alcuni dei numeri della filiera del caffè espresso, sempre più eccellenza italiana e ora candidato a patrimonio Unesco.

Il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Stefano Patuanelli ha infatti annunciato la presentazione delle candidature a patrimonio culturale immateriale dell’umanità del Rito del caffè espresso italiano tradizionale, che è anche vera e propria arte, e quella della Cultura del caffè napoletano, realtà tra rito e socialità. Si è infatti conclusa l’istruttoria che ha portato le due candidature ad essere già inserite nell’Inventario dei Prodotti agroalimentari italiani (INPAI). Il Gruppo di lavoro Unesco del Mipaaf ha quindi deciso all’unanimità di proporre le candidature e di inviare la documentazione alla Commissione Nazionale dell’Unesco che dovrà decidere l’avvio del procedimento per l’inserimento nel patrimonio immateriale dell’umanità di un elemento che ha importanti risvolti culturali, sociali, storici e di tradizione.

La priorità per l’elemento Rito del caffè espresso italiano tradizionale, a parità degli elementi costitutivi del dossier, è stata determinata dalla presentazione della relativa proposta all’inizio del 2019 mentre quella della Cultura del caffè espresso napoletano è stata presentata alla metà dello scorso anno. Dopo la scadenza del termine per la presentazione delle candidature, prevista per il 31 marzo, l’Unesco sarà chiamata a pronunciarsi sulla proposta.

Lo scorso primo marzo era stato lanciato un appello dai principali attori protagonisti della filiera del caffè espresso al neo ministro Patuanelli per il Rito del Caffè Espresso Italiano a Patrimonio immateriale dell’Umanità. Si tratta del Consorzio di Tutela Del Caffè Espresso Italiano Tradizionale, del Comitato Italiano del Caffè di Unione Italiana Food, dello IEI – Istituto Espresso Italiano, di Fipe-Confcommercio, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, del Gruppo Italiano Torrefattori Caffè, dell’Associazione Caffè Trieste e del Consorzio Torrefattori delle Tre Venezie. Poi la candidatura era stata promossa per l’ulteriore iscrizione all’inventario nazionale del patrimonio agroalimentare italiano, come richiesto da Unesco.

In Italia, spiegano gli esperti, il caffè è settore tra i più brillanti del food & beverage , nel settore operano oltre 800 torrefazioni con circa 7.000 addetti. E, secondo gli analisti, l’Italia rappresenta il terzo Paese al mondo, dopo la Germania e Belgio, per i volumi di esportazione di caffè in tutte le sue forme.