Calcio e cooperazione: a Meeting Rimini lezione di inclusione sociale

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RIMINI, 20 AGOSTO – Calcio e cooperazione: “Il calcio parla un linguaggio
universale e dà una grande lezione, anche in Italia, di inclusione di persone di origini e condizioni diverse, un grande insegnamento di civiltà”. Lo ha detto la vice ministra degli Esteri Emanuela Del Re, intervenendo a un panel del meeting di Rimini 2020.

“Il calcio dà un’opportunità a tutti ed è portatore di valori contagiosi. Con i suoi valori, può essere uno strumento per raggiungere l’obiettivo dell’Onu di una istruzione di qualità per tutti”, ha detto la Del Re che ha poi usato Twitter per sottolineare che “siamo tutte calciatrici e io sono la capitana della cooperazione. Facciamo gruppo, lavoriamo in squadra e mettiamo in campo le nostre idee per portare avanti un modello-Italia e i nostri valori”.

Alla conferenza ‘#INOSTRIGOAL. Calcio e cooperazione giocano nella stessa squadra’ organizzata  organizzata in collaborazione con il ministero degli Esteri, Associazione italiana calciatori e Sky Sport, hanno partecipato anche il presidente uscente di AIC, Damiano Tommasi, il consigliere e responsabile del Dipartimento junior Aic Simone Perrotta, la capitana della Nazionale femminile e della Juventus Sara Gama, e il segretario generale Fondazione AVSI Giampaolo Silvestri.

Ad introdurre il panela è stato il campione del mondo, il bianconero Alessandro Del Piero: “Per un calciatore il calcio è la vita, ciò che si è sul campo si è anche nella vita di tutti i giorni. Per questo, la responsabilità che portiamo la dobbiamo sentire addosso”. Il ‘modello educativo Aic’ è stato già sperimentato con successo in Uganda con AVSI ed esportato dalla Cooperazione italiana in Giordania: “Abbiamo voluto far vedere con la collaborazione con l’Aic come si può lavorare insieme”, ha detto Silvestri.

Il progetto è partito sette anni fa con dei camp estivi che danno l’opportunità ad ex calciatori e calciatrici di svolgere un’attività dopo la loro carriera. Anche il calcio femminile fa la sua parte: “Siamo fiorite in
questo periodo – ha ammesso Sara Gama – e ci siamo prese volentieri delle responsabilità in più, soprattutto per le bambine e i bambini che sono lì a guardarci. Non ci possiamo sottrarre dall’essere d’esempio per loro”.

Per la Del Re “il calcio ci permette di veicolare educazione, istruzione, sana
competizione, attraverso personaggi che hanno un seguito tale da
incidere sull’opinione pubblica, un punto di riferimento assoluto. Unendo la capacità delle nostre amministrazioni pubbliche, dell’Assocalciatori e dei media partner, sicuramente potremo dare una risposta. Sembra quasi impossibile risolvere tutti i problemi del mondo in dieci anni con l’agenda 2030, ma con un’azione concertata e costante si può raggiungere
l’obiettivo”.  (@OnuItalia)