CdS: Zappia (Ufc), e’ ora di concentrarsi su questioni sostanziali

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NEW YORK, 25 GENNAIO – “Per progressi concreti verso una riforma consensuale del Consiglio di Sicurezza è indispensabile che il negoziato intergovernativo si concentri finalmente sulle questioni sostanziali e che tutti vi partecipino con spirito costruttivo e flessibilità. Il gruppo Uniting for Consensus (UfC) è intenzionato a farlo con quell’apertura al dialogo e all’ascolto di tutte le posizioni che da sempre lo contraddistingue.” Così l’Ambasciatrice Zappia, Rappresentante Permanente italiana all’ONU a New York, nel suo intervento a nome del gruppo UfC in occasione dell’apertura della sessione negoziale sulla riforma del Consiglio di Sicurezza, oggi al Palazzo di Vetro.

“Uniting for Consensus vuole una riforma che vada a beneficio di tutti gli Stati membri, una riforma di tutti e per tutti, non solo per alcuni. La composizione di un Consiglio riformato dovrebbe riflettere in maniera più equa tutti gruppi regionali ed ampliare l’accesso delle regioni finora ingiustamente sottorappresentate: l’Africa in primo luogo, ma anche i piccoli stati e quelli insulari in via di sviluppo”, ha detto l’Ambasciatrice: “Tra le proposte presentate, quella UfC è la più pragmatica e dettagliata e consentirebbe in maniera efficace e realistica di rafforzare la rappresentanza regionale”.

Bozkir, “dare possibilita’ al negoziato”

Aprendo la riunione, il Presidente dell’Assemblea Generale Volkan Bozkir ha osservato che  l’attuazione delle decisioni del Consiglio di sicurezza, e la sua stessa legittimità, potrebbe essere migliorata se il Consiglio fosse riformato per essere più rappresentativo, efficace, efficiente, responsabile e trasparente. Ha aggiunto che è fondamentale che qualsiasi riforma rifletta le realtà del 21° secolo e che la piattaforma più appropriata per perseguire questa riforma è nel quadro dei negoziati intergovernativi. “Ma questo processo sarebbe messo a rischio se non riuscissimo a fare progressi reali”, ha detto Bozkir, e a questo proposito, ha chiesto a tutte le delegazioni di utilizzare questa opportunità per impegnarsi in modo costruttivo: “Dobbiamo dare una possibilità a questo processo”.

Zappia ha osservato che la formula proposta da UfC – che prevede un ampliamento della sola categoria dei membri non permanenti – tutti i gruppi regionali e tutti gli Stati otterrebbero maggiori opportunità di sedere in Consiglio e di avere voce nelle decisioni che incidono sulla pace e la sicurezza internazionali.

“I membri permanenti rappresentano solo sé stessi, non le regioni di rispettiva appartenenza. Ampliarne il numero non servirebbe in alcun modo la causa di un Consiglio più democratico e rappresentativo e presenterebbe il rischio inaccettabile di un Consiglio paralizzato da un incremento dei poteri di veto”, ha osservato ancora l’Ambasciatrice: “Affinché il Consiglio di Sicurezza sia più rappresentativo è necessario che tutti i nuovi membri siano eletti, e perciò responsabili, di fronte alla membership.” (@OnuItalia)