Celebrati nel piacentino 30 anni decolonizzazione Namibia

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CASTELL’ARQUATO (PIACENZA), 2 APRILE – I reduci italiani della missione Onu Untag si sono ritrovati a Castell’Arquato nel Piacentino per celebrare  l’anniversario del processo di decolonizzazione che ha portato alla piena sovranita’ della Namibia. All’interno dello United Nations Transition Assistance Group (Untag) l’Italia dispiego’ un centinaio di militari, in gran parte elicotteristi ma anche trasmettitori del Leonessa e un nucleo di carabinieri paracadutisti. Presero parte anche quattro funzionari italiani Onu oltre all’ambasciatore Mario Sica, inviato speciale della Farnesina.

Durante il raduno il comandante Untag-Helitaly, il generale Antonio Lattanzio, ha ricordato le non poche difficolta’ che contraddistinsero la spedizione consegnando un attestato di partecipazione ad ogni membro. Il capo di Stato maggiore dell’Esercito, il generale Salvatore Farina, ha inviato un messaggio di lode a quanti fornirono “un valido contribuito al consolidamento della pace in quella Terra lontana e martoriata, scrivendo una limpida pagina della storia del peacekeeping italiano e contribuendo ad accrescere il prestigio del nostro Paese in ambito internazionale”.

Per quindici mesi seimila caschi blu garantirono un ordinato ritiro delle truppe sudafricane e il disarmo dei guerriglieri indipendentisti dello SWAPO. La componente civile delle Nazioni Unite si prese cura del censimento e successivo referendum per l’indipendenza. I militari dell’Aviazione leggera dell’Esercito con dieci Agusta Bell 205 assicurarono collegamenti del personale internazionale – un impegno assai gravoso date le dimensioni del territorio (tre volte l’Italia) – effettuando quasi tremila ore di volo.  Per quella missione furono impiegati elementi più esperti e qualificati, tra i quali anche lo specialista Edoardo Malerba che aveva volato anni prima sull’Everest con l’esploratore Monzino. (@OnuItalia)