Covid 19: Save the Children, Africa sempre più colpita, fermare il nazionalismo vaccinale

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ROMA, 28 GENNAIO – Save the Children traccia un quadro di come la pandemia di Covid 19 stia colpendo il continente africano e in particolare ipiù piccoli. Le vite di migliaia di bambini in Africa sono infatti in pericolo per l’insorgenza della seconda ondata del virus afferma l’Organizzazione e teme che il possibile ritardo di mesi prima che siano vaccinate almeno le persone più vulnerabili e gli operatori sanitari in prima linea, possa avere un un grave impatto sulla vita dei bambini.

In Africa ci sono 6 dei 10 paesi al mondo con la più rapida crescita di casi di covid-19 confermati. Il tasso di mortalità per la pandemia in Africa, salito al 2,5%, ha ora superato la media globale (2,2%), un peggioramento rispetto alle precedenti fasi del virus aggravato dalla rapida diffusione della variante Sudafricana altamente contagiosa. Save the Children si appella con urgenza ai paesi più ricchi perchè pongano una priorità sull’accesso equo agli strumenti medici anti Covid-19, come l’ossigeno e i vaccini. L’ossigeno medicale è ampiamente disponibile nei paesi più ricchi mentre in Africa non si trova o è un bene di lusso. Ogni ritardo nella vaccinazione degli operatori sanitari può peggiorare ulteriormente la nutrizione, l’immunizzazione e altri servizi essenziali per i bambini.

Il Malawi ha le seconda più alta percentuale di crescita dei casi confermati nel mondo, che sono raddoppiati in 12 giorni dai 9.991 del 14 gennaio ai 20.830 del 26 gennaio, e fa parte del gruppo dei paesi più fragili nell’Indice Globale per la  Sicurezza Sanitaria in particolare rispetto alla capacità di risposta ad una epidemia per la quale è al 176 posto su 195 paesi.  L’impennata della domanda di ossigeno, abbinata ad una cronica indisponibilità di questa risorsa, sta minando la capacità del sistema sanitario nell’affrontare il carico crescente di casi covid-19, e di rispondere anche alle altre gravi malattie come la polmonite infantile.   Nell’Africa Occidentale, la Nigeria continua ad avere il più gran numero di malati covid-19, con quasi 125.000 casi. A Lagos, la domanda di ossigeno è cresciuta con la seconda ondata della pandemia e si è addirittura quintuplicata in uno dei principali ospedali della città rispetto alle ultime settimane. Nel tentativo di far fronte alla situazione, il Governo Federale ha approvato in gennaio uno stanziamento equivalente a 17 milioni di dollari per creare 38 impianti per la produzione di ossigeno nel paese.

Save the Children chiede ai paesi di fermare il nazionalismo vaccinale e di sostenere i paesi dell’Africa meridionale con forniture di ossigeno e altri mezzi necessari per far fronte a tassi così elevate di diffusione del covid-19.