Cisgiordania: anche Onu contro nuove annessioni israeliane, violano diritto internazionale

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Betlemme

NEW YORK, 26 GIUGNO – Anche le Nazioni Unite hanno fatto sentire la loro voce a proposito dei piani di Israele circa una nuova annessione di parti della Cisgiordania. Il segretario generale dell‘Onu Antonio Guterres ha infatti invitato il “governo israeliano ad abbandonare i suoi piani di annessione” di parti della Cisgiordania, sollecitando “i

Netanyahu

leader israeliani e palestinesi a impegnarsi in un dialogo con il sostegno della comunità internazionale”. “L’annessione di parti della Cisgiordania occupata – ha detto Guterres su Twitter – costituirebbe una grave violazione del diritto internazionale, danneggerebbe seriamente la prospettiva di una soluzione a due Stati e minerebbe le possibilità di ripresa dei negoziati”.

Il 10 giugno scorso la Corte Suprema di Israele ha annullato come “incostituzionale” la legge del 2017 che avrebbe legalizzato insediamenti ebraici in Cisgiordania costruiti su terra privata palestinese. La decisione si basa sul fatto, scrive la Corte, che la legge “viola i diritti di proprietà e di eguaglianza dei palestinesi, mentre privilegia gli interessi dei coloni israeliani sui residenti palestinesi”. Riguarda circa 4.000 case costruite dai coloni. La Cisgiordania fa parte, assieme alla striscia di Gaza, dei “territori palestinesi” e della regione storico-geografica della Palestina. Con gli accordi di Oslo (1993) la maggior parte della Cisgiordania è stata posta sotto l’amministrazione dell’Autorità nazionale palestinese, sebbene Israele vi mantenga insediamenti e ne costruisca di nuovi, e nonostante la costruzione di una barriera difensiva lungo il confine provvisorio fra i due Stati. Nel 2005, Israele ha attuato il ritiro unilaterale dalla sola Gaza, senza rimuovere l’embargo posto all’ingresso di merci e persone.

Per contestare le intenzioni israeliane si svolgeranno domani in molte capitali del mondo e in Italia manifestazioni di protesta per dire no al piano del primo ministro Benjamin Netanyahu che potrebbe portare sotto il controllo di Tel Aviv fino al 30 per cento dei territori della Cisgiordania. Il capo di governo ha negato che si tratti di “un’annessione”. Secondo uno studio del Washington Institute for Near East Policy, in territorio israeliano si potrebbero così venire a trovare 78 comunità palestinesi, per oltre 109.000 persone, all’incirca il 4,5 per cento della popolazione totale della Cisgiordania. Netanyahu, rieletto quest’anno, gode per il suo piano del sostegno degli Stati Uniti oltre che dei settori più ortodossi della politica israeliana.