Clima: a New York il summit dei popoli vara storica dichiarazione contro l’emergenza

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Foto di Goran Horvat da Pixabay

NEW YORK, 19 SETTEMBRE – Oltre 200 rappresentanti dei popoli nativi, lavoratori, accademici, ambientalisti e attivisti per i diritti umani – un numero senza precedenti – hanno adottato oggi a New York una storica dichiarazione che chiede ai governi e alle imprese di affrontare urgentemente l’emergenza climatica per assicurare la sopravvivenza dell’umanità.

La dichiarazione è stata adottata durante i lavori del Summit dei popoli su clima, diritti e sopravvivenza umana, in programma a New York fino al 19 settembre, alla vigilia del Vertice delle Nazioni Unite sull’azione in favore del clima, in programma al Palazzo di Vetro il 23 settembre. Il Summit è stato convocato dall’Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite, Greenpeace International, Amnesty International, Centro per il diritto internazionale ambientale, Fondo globale Wallace e dal Centro per i diritti umani e la giustizia globale dell’Università di New York.

L’obiettivo degli organizzatori e dei partecipanti è quello di mettere in campo nuovi poteri, energie e risorse per dare vita a un movimento di massa orientato al superamento della crisi climatica attraverso politiche che pongano al centro le persone e i diritti umani. Tra gli strumenti di pressione su governi e imprese economiche sono stati individuati le azioni giudiziarie comuni, le campagne nazionali e internazionali, i disinvestimenti dal settore delle energie fossili e un uso più efficace degli strumenti a disposizione per chiamare i responsabili di determinati comportamenti e azioni a renderne dovutamente conto.

Il Craig Mokhiber, direttore dell’Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha detto: ”Rispetto a chi vive sulla frontiera del cambiamento climatico, le conseguenze in termini di diritti al cibo, all’acqua, all’igiene, a rifugi adeguati, alla salute, alla sicurezza personale e persino alla vita si stanno facendo già sentire. Molti di coloro che vivono su piccole isole, sulle coste e in zone soggette a rapida desertificazione vedono erodersi il proprio diritto all’autodeterminazione. Gli sfollamenti causati dal cambiamento climatico – ha osservato ancora – minacciano di costringere milioni di persone a intraprendere viaggi caratterizzati da vulnerabilità e incertezza. In sintesi, gli effetti negativi del cambiamento climatico colpiscono direttamente la fabbrica della società umana. Ogni stato deve prendere misure urgenti ed efficaci per affrontare questa minaccia ai diritti umani. Unendo i tanti gruppi che chiedono la giustizia climatica, vogliamo cercare di favorire un’azione per il clima basata su diritti umani e inclusione”.