Clima: Draghi a Leaders Summit, “invertire rotta ora per non pentirsi poi”

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WASHINGTON, 22 APRILE – “Con gli accordi di Parigi ci siamo impegnati a ridurre il riscaldamento globale di 1,5 gradi centigradi, a livelli preindustriali” ma “quello che abbiamo fatto è insufficiente”. Secondo il premier Mario Draghi occorre invertire la rotta e farlo subito: “Vogliamo agire ora, non avere rimpianti dopo”, ha detto Draghi intervenendo in videoconferenza al Leaders Summit sul clima convocato oggi e domani dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden per celebrare nella Giornata della Terra il ritorno degli Usa nel patto globale sul clima.

“Innanzitutto voglio ringraziare il presidente Biden” per “un totale cambio” di politica sull’ambiente: insieme possiamo vincere questa sfida”, ha detto Draghi. Il premier ha aggiunto che “l’Italia è un Paese bellissimo ma molto fragile. La battaglia per il cambiamento climatico è una battaglia per la nostra storia e per il nostro paesaggio. Ci dedicheremo alla sostenibilità e, allo stesso tempo, avremo un approccio multilaterale”.

L’Italia quest’anno riveste la presidenza di turno del G20 e Draghi ha sottolineato il ruolo speciale del Gruppo i cui membri sono responsabili del 75% delle emissioni inquinanti: “Uno degli obiettivi principali è poter prendersi cura del Pianeta. La presidenza italiana ha proposto di organizzare una riunione ministeriale sul clima e l’energia”, ha detto il Presidente del Consiglio, uno dei circa 40 capi di stato e di governo intervenuti al summit. In qualità di partner del Regno Unito, l’Italia ospiterà poi la pre-COP26 a Milano e l’evento “Youth4Climate” – un meeting che “mira a favorire il dialogo intergenerazionale sulla sostenibilità ambientale,” ha detto Draghi.

Tra i leader invitati al summit il Segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha avvertito che il mondo e’ “sull’orlo dell’abisso, e dobbiamo essere sicuri che il prossimo passo sia nella direzione decisiva e giusta”. Papa Francesco ha mandato un messaggio di saluto: “Prendersi cura della natura, quel dono che abbiamo ricevuto e che dobbiamo curare, custodire e portare avanti” deve essere l’obiettivo che “assume un significato molto più grande nella sfida di questo post-pandemia. Non è ancora finita, ma dobbiamo guardare avanti e sappiamo che da una crisi non si esce come prima: o ne usciamo migliori o peggiori”.

Anche per Biden il messaggio e’ stato all’insegna dell'”ora o mai piu'”. Non si può negare la scienza, ha avvertito il presidente lasciandosi alle spalle il negazionismo dell’era Trump e abbracciando le parole del Pontefice, secondo
cui il contrasto ai cambiamenti climatici è un imperativo non solo economico ma morale.

Biden ha quindi annunciato nuovi ambiziosissimi obiettivi per il suo Paese: raddoppiare il taglio previsto dei gas serra, riducendoli del 50-52% entro il 2030, ben oltre di quanto si era prefissa l’amministrazione Obama con il  traguardo finale per gli Stati Uniti resta quindi quello di un’economia a ’emissioni zero’ entro il 2050. L’appello e’ ad altri paesi “ricchi” a a fare lo stesso, accelerando i piani come fatto dall’Europa che, alla vigilia del vertice, ha già annunciato un taglio del 55% delle emissioni entro il 2030. (@OnuItalia)