Clima: Onu, da oggi a New York tutti (tranne Trump) al capezzale della Terra malata

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Foto di Goran Horvat da Pixabay

NEW YORK, 23 SETTEMBRE – In assenza di uno dei due padroni di casa – il presidente americano Donald Trump – parte oggi a New York il vertice dell’Onu sul clima più importante di sempre. Assediati dalla plastica, soffocati dalle emissioni, impoveriti dalla scomparsa dei polmoni verdi del pianeta, accaldati dal riscaldamento globale che cambia il clima e scioglie in ghiacciai, i paesi di tutto il mondo stanno per sedersi al capezzale di un malato che, nonostante tutto, è ancora possibile salvare.

Ce lo dicono i giovani e gli attivisti che stanno facendo della lotta al cambiamento climatico e della sostenibilità le bandiere di questo millennio. Ma sarà anche il tema centrale della 74/ma Assemblea generale delle Nazioni Unite i cui lavori a New York si apriranno ufficialmente martedì, con il discorso dell’altro qualificato ospite, il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, il quale ha già anticipato in molte occasioni che renderà ancora più pressante la sua richiesta ai governi di passare dalle parole ai fatti. ‘Occorre fare di più e subito’ è stata la sua parola d’ordine in questi mesi, in sintonia con i giovani di tutto il mondo che si sono finalmente messi in movimento mobilitati da Greta Thunberg e da tante altre Grete nei cinque continenti

Greta Thumberg con Antonio Guterres

Ma già da giorni il clima e’ stato al centro delle discussioni con il Youth Climate Summit a cui hanno partecipato giovani da tutto il mondo, inaugurato dall’attivista svedese e da Guterres, che del nuovo movimento di mobilitazione globale ha fatto una bandiera.
Oggi e’ in programma il Climate Action Summit, dove interverrà il premier italiano Giuseppe Conte. Nel corso del vertice verranno presentate proposte e azioni concrete in nove coalizioni: l’Italia ha partecipato a quattro di queste, ma in particolare e’ stata in prima linea sin dall’inizio su quella riguardante la transizione energetica. Conte illustrerà l’agenda del governo, gli obiettivi nel medio e breve termine con cui l’Italia e’ in prima linea tra i paesi dell’Unione Europea sull’Accordo di Parigi. E presenterà l’iniziativa su digitalizzazione edefficienza energetica.

Intanto i leader mondiali stanno continuando ad arrivare a New York per i lavori dell’Assemblea generale: dal britannico Boris Johnson al francese Emmanuel Macron, agli italiani Giuseppe Conte con il neo ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. Ieri sera era giunto anche Trump assente invece al vertice sul clima. Oggi, quando i leader si riuniranno per discutere della comune ambizione di ridurre le emissioni di gas serra, e combattere così il riscaldamento globale, Trump, l’unico leader al mondo ad aver ritirato il suo paese dall’accordo di Parigi, si esprimerà “sulla protezione della libertà religiosa”. Al vertice ambientale organizzato da Guterres, gli Stati Uniti saranno invece rappresentati da Marcia Bernicat del Dipartimento di Stato.

I cambiamenti climatici restano comunque al centro dell’interesse delle Nazioni Unite. Un rapporto pubblicato dall’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM), alla vigilia del vertice, ha rivelato che gli ultimi cinque anni, dal 2015 al 2019, costituiscono il periodo più caldo mai registrato. La temperatura media per il periodo 2015-2019 dovrebbe essere più alta di 1,1 °C rispetto a quella del periodo tra il 1850-1900. Dunque, secondo gli scienziati, anche se tutti gli impegni dell’accordo di Parigi fossero mantenuti, e non soltanto acquisiti, alla fine del secolo la Terra sarà più calda di circa 3°C.